La panchina della Nazionale torna al centro del dibattito e si intreccia con il finale di stagione di Serie A. Come racconta Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport, la sfida tra Allegri e Conte non riguarda soltanto il secondo posto in classifica, ma anche il futuro della guida tecnica azzurra, con Mancini sullo sfondo.
Secondo quanto evidenziato da Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport, le quotazioni di Allegri sono in crescita. Il tecnico livornese, attualmente alla guida del Milan, potrebbe rivedere il proprio futuro in base a due fattori chiave: la qualificazione alla prossima Champions League e le strategie di mercato del club rossonero. In caso di piazzamento tra le prime quattro, Allegri chiederà maggiore peso nelle scelte tecniche, puntando su giocatori con mentalità vincente e adatti al suo calcio. Qualora tali richieste non venissero soddisfatte, non è esclusa una possibile rottura, nonostante un contratto che, con la qualificazione Champions, si estenderebbe fino al 2028 con opzione al 2029.
Il quadro, come sottolinea ancora la Gazzetta dello Sport nell’analisi firmata da Andrea Ramazzotti, vede i tre allenatori partire da posizioni diverse. Mancini, ormai prossimo a liberarsi dall’Al Sadd, sarà disponibile sul mercato, ma il fattore tempo non rappresenta un vantaggio, considerando che le elezioni federali sono fissate per il 22 giugno. Entro quella data, infatti, anche le situazioni di Conte e Allegri saranno più definite.
Per quanto riguarda Conte, le sue recenti dichiarazioni hanno lasciato intendere un’apertura verso un ritorno sulla panchina della Nazionale. Un’ipotesi concreta, anche alla luce della posizione di De Laurentiis, che non ha chiuso alla possibilità di una separazione. Il cosiddetto Conte-bis, dunque, è tutt’altro che irrealistico.
Diverso il discorso per Allegri. Come evidenzia Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport, il Milan ha intenzione di proseguire con lui e ha già iniziato a pianificare la prossima stagione, tra tournée estiva e strategie di mercato. Tuttavia, lo stesso tecnico non ha escluso la possibilità di un futuro in azzurro, limitandosi a sottolineare che al momento manca ancora un presidente federale.
Il nodo centrale resta legato alle ambizioni del progetto rossonero. Allegri, infatti, aveva accettato la sfida Milan con la prospettiva di costruire una squadra competitiva per lo scudetto. Se questo presupposto dovesse venire meno, oppure se il mercato non dovesse rispondere alle sue aspettative, anche una separazione anticipata potrebbe diventare uno scenario concreto, sebbene complesso da realizzare prima del 22 giugno.
Come ribadisce ancora la Gazzetta dello Sport con la firma di Andrea Ramazzotti, la panchina della Nazionale rappresenta comunque una tentazione forte per qualsiasi allenatore. Un ruolo che garantisce ampia libertà nella scelta dei giocatori, senza vincoli di mercato, ma che allo stesso tempo priva della quotidianità e dell’adrenalina del lavoro sul campo.
In prospettiva, sia Conte che Allegri potrebbero firmare un contratto biennale, con rinnovo automatico in caso di qualificazione a Euro 2028. L’obiettivo principale resta però uno solo: evitare un’altra mancata qualificazione al Mondiale. Dopo tre assenze consecutive, l’Italia non può permettersi un nuovo fallimento.