PALERMO

Gasparin rivela: «Zamparini mi disse: “Vendi tutti i giocatori, andiamo a Palermo”»

Dall’officina alle semifinali europee, passando per promozioni, fondi inglesi, presidenti vulcanici e campioni ingestibili. Nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport e firmata da Sebastiano Vernazza, Sergio Gasparin ripercorre una carriera lunga e intensa nel mondo del calcio, raccontando il suo percorso da dirigente e alcuni retroscena rimasti scolpiti nella memoria.

Gasparin parte dagli inizi, lontanissimi dal pallone professionistico: «Ho cominciato da ragazzo come operaio metalmeccanico. Per diplomarmi facevo le scuole serali e passavo centomila lire al mese a un collega perché mi lasciasse sempre i turni diurni».


Un percorso costruito passo dopo passo, come evidenzia la Gazzetta dello Sport, fino all’approdo nel calcio professionistico grazie al Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare. Con lui nascerà uno dei cicli più belli della storia biancorossa.

«Con Guidolin siamo arrivati in cima: la Serie A, la Coppa Italia vinta nel 1997 contro il Napoli e le semifinali di Coppa delle Coppe contro il Chelsea di Vialli», racconta Gasparin alla Gazzetta dello Sport.

Il dirigente ricorda con affetto proprio Francesco Guidolin: «Aveva le sue paranoie, a fine partita capitava che urlasse con me, poi lo calmavo. Ma era un uomo leale e faceva giocare benissimo le sue squadre».

Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, Gasparin ripercorre anche l’esperienza internazionale con il fondo inglese Enic Group, futuro proprietario del Tottenham, che controllava club come Aek Atene, Basilea, Slavia Praga e Vicenza.

«Per l’Aek Atene non lavorerei neppure con una pistola puntata alla tempia», confessa, parlando del clima del calcio greco di quegli anni.

Poi il passaggio al Venezia di Maurizio Zamparini, altra tappa significativa della sua carriera. Anche lì il tema infrastrutture si scontrò con la burocrazia.

«Il Comune di Venezia approvò il progetto del nuovo stadio, ma con una clausola assurda: gli esercizi commerciali dovevano essere collegati soltanto alle attività della squadra», racconta Gasparin alla Gazzetta dello Sport. E aggiunge: «Zamparini furioso mi disse: “Vendi tutti i giocatori, andiamo a Palermo”».

Un momento che anticipò il trasferimento del patron friulano in Sicilia e l’inizio dell’era rosanero.

Poi l’esperienza alla Sampdoria, dove Gasparin visse in prima persona il celebre scontro tra Antonio Cassano e il presidente Riccardo Garrone.

Il dirigente racconta alla Gazzetta dello Sport un episodio rimasto impresso: Garrone aveva semplicemente chiesto a Cassano di partecipare a una cena organizzata da alcuni amici imprenditori.

«Antonio rispose con un tono durissimo. A un certo punto buttò all’aria delle sedie e urlò insulti irriferibili. L’unica frase che posso riportare è: “Non sono il tuo schiavo e non voglio più vederti”».

Gasparin non nasconde ancora oggi il dolore per quella scena: «Dentro di me sento ancora l’amarezza per quanto accadde».

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Redazione Ilovepalermocalcio