Il gol più bello, questa volta, non è entrato in porta. È rimasto nel gesto. Come racconta Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, Tommaso Fumagalli – soprannominato “Puma” – è diventato protagonista di un episodio di grande fair play durante Reggiana-Südtirol, gara poi terminata 0-4 per gli ospiti.
L’episodio si è verificato al 67’. Come ricostruisce Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, il portiere Cragno è uscito fuori area per controllare il pallone ma subito dopo si è accasciato a terra per un problema fisico. Il portiere della Reggiana era rientrato in campo da pochi giorni dopo 258 giorni di stop per la rottura del tendine d’Achille e ha avvertito un nuovo dolore.
In quel momento Fumagalli stava pressando alto e aveva recuperato il pallone, trovandosi davanti una potenziale occasione da gol. Tuttavia, come sottolinea Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, l’attaccante ha visto con la coda dell’occhio Cragno a terra e ha deciso di fermarsi volontariamente, mettendo il pallone in fallo laterale. Un gesto spontaneo che ha strappato l’applauso degli avversari, dell’arbitro e di tutto lo stadio.
Un episodio che lo stesso Fumagalli ha raccontato così nell’intervista raccolta da Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport.
«Sì, ero andato a pressare per recuperare palla, ma quando ho visto che Cragno s’era fatto male mi sono fermato. Per me l’avrebbero fatto in tanti, anche se qualcuno mi dice di no. Io alla Reggiana ho riscontrato valori di questo tipo e mi ci rivedo».
Il gesto è stato subito riconosciuto in campo. «Un bel gesto, non me l’aspettavo. L’ho capito solo dopo. Con l’adrenalina della partita non ci avevo fatto caso. Poi ci ho ripensato e anche gli assistenti sono venuti a dirmelo. Una bella cosa in un giorno triste per noi, vista la sconfitta».
Un episodio curioso: segnando avrebbe festeggiato con i compagni, fermandosi ha ricevuto gli applausi degli avversari. «Sì, è un po’ strano, ma quando mi sono fermato non ho pensato a queste cose. Se fosse stato il contrario penso che sarebbe stata la stessa cosa».
La partita, però, era ancora aperta. «Stavamo perdendo 1-0 ed era una fase delicata, ma quando un collega si fa male è giusto fermarsi. Non l’avessi visto ok, ma era proprio lì vicino a me».
Il gesto ha fatto il giro del web e gli sono arrivati tanti messaggi. «Non mi aspettavo così tante persone che mi scrivessero. Non ho mica salvato vite. Evidentemente è stata una cosa insolita».
Un episodio che ha ricordato a molti il celebre gesto di Di Canio. «Beh sì, dopo sì. Alla fine è stato lo stesso gesto. Mi farebbero piacere i suoi complimenti, è stato un grande campione».
Fumagalli ha poi ammesso che questa vicenda arriva in un momento particolare della sua stagione. «Mi aspettavo qualche gol in più, è vero. Forse questo gesto ha fatto riflettere qualcuno che non mi ha capito in questi anni. Però adesso spero di far parlare di me solo per i gol».
Il tema si allarga anche al fair play nel calcio moderno. «In Serie B si cerca di sfruttare ogni situazione per fare risultato, ma il fair play c’è ovunque. Avete visto Joronen? Con il Palermo ha ammesso di aver toccato palla concedendo un corner al Pescara che l’arbitro non aveva visto».
Sulle simulazioni, Fumagalli è realista: «Tutti cercano di portare l’acqua al proprio mulino. I tuoi tifosi sono contenti, quelli avversari ti insultano. È quasi normale. La malizia fa parte del gioco».
E sui modelli educativi per i più giovani aggiunge: «Simulare è sbagliatissimo, ma in campo si pensa a vincere. La cosa migliore è stata quella che ha detto Fabregas quando ha difeso Bastoni».
Tra i messaggi ricevuti anche quelli del Como, club dove ha giocato. «Mi ha scritto un ragazzo dello staff e altri collaboratori. Mi ha fatto molto piacere».
La storia personale di Fumagalli racconta un percorso particolare. «Quando ero alla Giana in Serie D giocavo poco e pensavo di smettere per andare a lavorare con mio padre nella sua azienda. Poi ho iniziato a trovare spazio, a segnare e mi è tornata la voglia. Da lì è arrivata la chiamata del Como».
Infine un pensiero per Cragno, che rischia un nuovo lungo stop per la lesione al tendine. «Mi dispiace tanto. Era appena rientrato. Gli dico in bocca al lupo e di non arrendersi mai. Ha fatto una carriera importante e sa come rialzarsi».