Finalmente è finito: tra tormentoni, rifiuti, restyling e un Gilardino in più il Palermo esce più forte da questo calciomercato

Lunga, estenuante, a tratti avvilente, a tratti esaltante. La descriviamo così, con mille sfaccettature la sessione estiva di calciomercato dei rosanero. Fra tormentoni, trattative saltate all’ultimo secondo, suggestioni di mercato mai andate a buon fine, sorprese improvvise, addii inaspettati ed altri più che proclamati. Ma la domanda è: come ne è uscito il Palermo da questa campagna acquisti? Rinforzato o indebolito? Si poteva fare di meglio o la dirigenza è promossa a pieni voti? La risposta sta nel mezzo.

La cessione più conclamata, ancor prima che il mercato si aprisse, è stata quella di Paulo Dybala alla Juventus. Inutile negarlo, la Joya lo scorso anno è stato un autentico trascinatore per la squadra di Iachini, sostituirlo non era affatto facile. Ed in effetti non lo è stato. Proprio lì, nel vuoto lasciato dall’argentino in attacco, il Palermo ha trovato fino all’ultimo enormi difficoltà per individuare il giusto sostituto che non facesse rimpiangere l’ex numero 9. Si è partiti da Calleri, poi a ruota si è passati a Defrel, Campbell o Araujo, per citarne giusto un paio. Tante offerte milionarie, infinite contrattazioni e soprattutto un numero inquantificabile di risposte negative. Per un attimo, siamo sinceri, il timore è stato quello di rimanere a mani vuote. Ancor più quando a dire addio ai rosanero è stato anche Belotti, andato via per motivazioni ignote. Alla fine è arrivato Gilardino, in una operazione ugualmente lunga alle precedenti andate malamente. E’ arrivato il più rinomato e allo stesso tempo il più esperto, ma forse anche il meno voluto. Non per i gol o per il suo curriculum, non c’è ne voglia il signor Alberto. Ciò che ha fatto storcere il naso a più di qualche tifoso è stata quella rete che proprio il violinista segnò contro i rosa: non di piede, non di testa, ma di mano. Un rancore, comunque, già in buona parte smaltito e destinato a svanire del tutto. Perché se messo in condizione (e se lo augurano tutti), Gilardino può essere quell’attaccante capace di far dimenticare i suoi predecessori.

E oltre a Gilardino? E’ arrivato Djurdjevic, proprio qualche giorno prima dell’ex viola. Chi è Djurdjevic? Un classe ’94 serbo, arrivato per sostituire il Gallo e a detta del presidente più forte di Belotti stesso. Sarà vero? L’unica certezza, al momento, è che lui e il Campione del Mondo del 2006 sono gli unici due attaccanti di ruolo della rosa del Palermo. Perché non bisogna dimenticare come giocatori quali Makienok e Joao Silva, pur senza scendere mai in campo, sono stati ceduti e contemporaneamente non rimpiazzati. Non almeno con altre punte con le stesse caratteristiche. A giochi chiusi, infatti, è evidente come i rosanero abbiano deciso di “promuovere” nel reparto offensivo Trajkovski, uno dei tanti volti nuovi (che ha già fatto vedere qualcosa di interessante), e Quaison che proprio in queste prime due giornate di campionato si sono destreggiati da attaccanti improvvisati. Oltre ovviamente ai giovani Cassini (il giovanissimo brasiliano che ci si augura possa percorrere le orme di Dybala) e La Gumina e, ultimo ma non per importanza, Franco Vazquez. Ecco, la permanenza del Mudo può essere considerata come il vero colpo di mercato della stagione. Fino all’ultimo infatti si ha avuto il timore di vedere partire anche l’altro gioiello della stagione scorsa. Ma per fortuna, almeno in questo caso, le promesse sono state mantenute.

Spostando l’attenzione negli altri reparti, è stato fatto un restyling del centrocampo con gli svincoli di Barreto e Della Rocca e gli arrivi di Hiljemark, Brugman e Benali (quest’ultimo nuovamente girato in prestito in serie B). Anche qui, però, non è stato un mercato senza patemi. Il primo a farci soffrire è stato Viviani con la sua telenovela ed il “pacco” della mezzanotte. Con le visite mediche già programmate, il regista che i tifosi rosanero erano pronti ad accogliere a braccia aperte ha deciso di fare dietrofront nel cuore della notte, scegliendo Verona al Palermo. Contemporaneamente le trattative fallite per Bjarnason ed Ekdal. Alla fine sono arrivati il capitano dell’under 21 svedese (scelto da Zamparini in persona e con un numero pesantissimo sulle spalle, il 10) e il playmaker uruguaiano che bene ha fatto nel Pescara negli ultimi due anni. Hiljemark ha già giocato due spezzoni di gara, presto ancora per giudicarlo ma sembra un buon giocatore. Brugman ancora non ha trovato spazio ma la stagione è lunga. L’impressione, comunque, è che il Palermo abbia messo su un buon centrocampo, confermando i pilastri Rigoni, Jajalo e Maresca (reintegrato in rosa in extremis), puntando sul giovane Chochev ed affiancando loro i due giovani di prospettiva sopracitati.

In difesa è cambiato poco o nulla. Un unico tassello è stato aggiunto, ad oggi il migliore acquisto del calciomercato rosanero, perché lo ha già dimostrato sul campo nelle tre partite nelle quali ha preso parte. Parliamo di El Kaoutari, che non ha stregato l’ambiente palermitano per il suo fascino come fatto in Francia bensì per le sue prestazioni. Al fianco dei confermatissimi Gonzalez e Vitiello è stato piazzato proprio il marocchino, una roccia, una sicurezza. Con lui la difesa rosanero ha aumentato considerevolmente la sua qualità. Alle loro spalle è rimasto Andelkovic e sono stati riportati in rosa Struna e Goldaniga, due giovani di belle speranze che ambiscono a diventare titolari nel Palermo del futuro. Sulle fasce tutto confermato, con Lazaar che respinge le chiamate delle grandi squadre (al suo fianco ci sarà di nuovo Daprelà) e Morganella che proprio nell’ultimo giorno di mercato rinnova coi rosa il proprio contratto per altri tre anni (si contenderà la corsia destra con l’altro confermato Rispoli). In porta, neanche a dirlo, ci sarà capitan Sorrentino, una saracinesca cui il Palermo non può assolutamente fare a meno, dimostrato ampiamente dalle parate che il portierone ha già sfoggiato contro Genoa e Udinese. Cambiano i vice: Colombi prende il posto dell’ormai bruciato Ujkani (svincolato), il classe ’97 Alastra farà da terzo con Fulignati che proverà a trovare spazio in prestito al Trapani. In panchina lui, mister Iachini, il vero grande scoop di quest’estate. Perché rimanere a Palermo da allenatore è un’impresa e il tecnico rosanero c’è già riuscito per la seconda estate consecutiva.

Che dire quindi di questa squadra? La difesa andava migliorata ed è stato fatto (il Palermo si è assicurato anche il portierino Posavec, che rimarrà un anno all’Inter Zapresic, ed ha ceduto Terzi e Milanovic), i zero gol subiti ne sono la dimostrazione. Il centrocampo andava ringiovanito ed è stato fatto (rescissi gli esuberi Di Gennaro, Lores e Viola), da valutare la buona riuscita dei giovani ma i primi segnali sono positivi. L’attacco andava rifondato e ad eccezione di Vazquez il Palermo ha un reparto offensivo praticamente nuovo, con un Gilardino in più. Forse un altro attaccante oltre a quelli arrivati avrebbe reso questa squadra ancora più forte. Forse però sarà la stagione delle mezze punte, dei fantasisti, dei trequartisti, al Palermo quest’anno ce n’è in abbondanza (non a caso Bentivega proverà a trovare spazio al Como). Il Palermo esce più forte da questo mercato, anche senza Dybala. E la prima posizione dopo due giornate di campionato è di buon auspicio. Finalmente il calciomercato è chiuso: giocatori, allenatore, dirigenza, giornalisti e tifosi possono vivere più serenamente. Attenzione al campionato, adesso: i presupposti per una grande stagione ci sono tutti.

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Luca La Barbera