La corsa agli Europei del 2032 entra nella fase decisiva. Come evidenzia Il Sole 24 Ore, sono 13 le città italiane che hanno presentato la propria candidatura, per un totale di 16 stadi, con l’obiettivo di conquistare uno dei cinque posti che l’Italia avrà a disposizione nell’organizzazione del torneo insieme alla Turchia.
Secondo Il Sole 24 Ore, la manifestazione rappresenta un’opportunità storica per rilanciare il patrimonio infrastrutturale del calcio italiano. I progetti presentati prevedono investimenti complessivi pari a 5,8 miliardi di euro – escluso il nuovo stadio del Napoli – dei quali circa 4,6 miliardi, pari all’80%, finanziati da capitali privati.
Tra le candidature figurano tre progetti per Roma (Olimpico, Pietralata e Flaminio), due per Napoli (restyling del Maradona e nuovo stadio del Napoli) e il nuovo impianto previsto a Milano in sostituzione di San Siro. A queste si aggiungono, tra le altre, Firenze, Genova, Cagliari, Verona, Bologna, Bari, Lecce, Salerno, Torino e Palermo.
Palermo tra i dossier più solidi
Il quotidiano economico sottolinea come Palermo sia riuscita, in meno di dieci mesi, a completare l’intero iter amministrativo e a presentare il progetto di riqualificazione del Renzo Barbera, nonostante le difficoltà emerse nei giorni precedenti all’approvazione della convenzione con il Comune.
Secondo Il Sole 24 Ore, il progetto rosanero è oggi considerato uno dei più osservati dalla Federazione grazie alla solidità della proposta e ai partner coinvolti. A sostenerlo ci sono infatti il City Football Group, che finanzierà l’intervento con oltre 210 milioni di euro, e lo studio internazionale Populous, autore del masterplan del nuovo impianto.
Investimenti e tempi da rispettare
Come ricorda Il Sole 24 Ore, tutti i progetti dovranno rispettare i rigidi parametri fissati dalla UEFA, che prevedono circa 130 requisiti infrastrutturali e organizzativi. Inoltre gli impianti dovranno essere finanziati, approvati e cantierabili entro il 2027, con conclusione dei lavori prima dell’inizio della stagione 2031/32.
Ad oggi l’unico stadio già pienamente conforme agli standard UEFA è l’Allianz Stadium di Torino, mentre l’Olimpico di Roma necessita soltanto di interventi limitati. Più complessi, invece, risultano i nuovi progetti di Milano e Roma-Pietralata, così come i piani di riqualificazione di Napoli, Firenze, Cagliari e Palermo.
Ora tocca alla Figc
Dopo la chiusura delle candidature, la Figc avvierà nei prossimi due mesi un’approfondita istruttoria tecnica per verificare sostenibilità economica, fattibilità amministrativa, standard infrastrutturali e organizzativi di ciascun progetto.
Come evidenzia ancora Il Sole 24 Ore, la Federazione dovrà individuare cinque sedi titolari, oltre ad alcune candidature di riserva, da trasmettere alla UEFA entro il 1° ottobre. Successivamente sarà l’organismo europeo a comunicare le proprie decisioni definitive.
Tra gli elementi che incideranno sulla scelta finale ci saranno anche la capacità ricettiva delle città, la mobilità, la logistica e la possibilità di rispettare il cronoprogramma dei lavori.
Il ruolo del Governo
Il quotidiano sottolinea infine il forte sostegno istituzionale al progetto Euro 2032. Negli ultimi mesi il Governo ha introdotto specifiche misure per accelerare la realizzazione degli impianti, tra cui la nomina di Massimo Sessa come Commissario straordinario per gli stadi di Euro 2032 e l’aggiornamento delle norme tecniche su sicurezza, accessibilità ed esercizio degli impianti.
Secondo Il Sole 24 Ore, proprio la collaborazione tra Governo, Figc, UEFA, Regioni, Comuni e club ha permesso un’accelerazione significativa rispetto alla situazione di appena un anno fa, quando gran parte dei dossier risultava ancora incompleta.