La corsa italiana verso Euro 2032 entra nella fase decisiva. Entro giovedì la UEFA attende le liste degli impianti candidati di Italia e Turchia, dalle quali saranno scelti i dieci stadi che ospiteranno il torneo, cinque per ciascun Paese. Come riporta il Corriere della Sera, rispetto a dodici mesi fa lo scenario italiano è profondamente cambiato: da un solo impianto già eleggibile si potrebbe arrivare a 12 o 13 candidature, sostenute da progetti e finanziamenti approvati.
L’investimento complessivo si avvicinerebbe ai 6 miliardi di euro, circa 4,5 dei quali provenienti da privati. Secondo il Corriere della Sera, Torino è già pronta, Milano indicherà il nuovo San Siro, mentre a Roma resta in corsa l’Olimpico e potrebbe aggiungersi in extremis il progetto di Pietralata. Napoli punta invece sulla riqualificazione del Maradona.
Tra le altre città in corsa figurano Salerno, Firenze, Cagliari, Genova, Lecce e forse Bologna, mentre Udine sarebbe penalizzata dalla capienza.
Palermo tra le possibili sorprese
Tra le candidature che potrebbero prendere consistenza nelle ultime ore ci sono Bari e Palermo. Proprio il capoluogo siciliano viene indicato tra le città da tenere in considerazione nella fase decisiva che porterà alle scelte italiane.
Il Corriere della Sera pone l’accento sul progetto per la nuova Favorita e sui 300 milioni messi sul tavolo dal City Group. Nelle valutazioni della FIGC potrebbe inoltre avere un peso la necessità di assicurare una distribuzione territoriale equilibrata degli impianti scelti per ospitare Euro 2032.
Gli stadi dovranno avere una capienza minima di 30 mila posti, anche se poter contare su almeno 40 mila spettatori rappresenterebbe un vantaggio. Tutti gli impianti dovranno inoltre essere completati entro l’autunno del 2031.
La Turchia parte più avanti
La situazione infrastrutturale della Turchia appare al momento più avanzata. Come ricorda il Corriere della Sera, negli ultimi dieci anni nel Paese sono stati costruiti 29 stadi, all’interno di un piano sostenuto dal governo e accompagnato da investimenti complessivi stimati intorno ai 10 miliardi di euro.
Istanbul dovrebbe poter contare su due impianti, mentre l’Ataturk, destinato a essere rinnovato, viene indicato come una candidatura forte per ospitare la finale. Ankara può invece puntare sul nuovo “19 Maggio”, con Trabzon, Konya, Gaziantep, Eskisehir e Antalya tra le altre città in corsa.
Paradossalmente potrebbe restare fuori la Timsah Arena di Bursa: inaugurata nel 2015, rischia già di non trovare spazio tra i cinque impianti turchi che verranno scelti per Euro 2032.