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Escl. Munoz: «Perin è un fattore. Il braccialetto di Miccoli e quell’errore con Zamparini…»

«Perin è un portiere di grande qualità e con tanta esperienza. Con lui ho condiviso l’esperienza al Genoa e in quell’occasione instaurammo un bel rapporto. Parliamo di un giocatore di altissimo livello che adesso si misura con una realtà molto bella come Palermo. Quando combatti per raggiungere obiettivi di prestigio come la promozione, avere in organico giocatori come Perin può fare la differenza».

Questo il pensiero ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com di Ezequiel Munoz, ex difensore del Palermo, che evidenzia dunque la scelta dei rosanero, in sede di mercato estivo, di puntare sull’esperto estremo difensore Mattia Perin.


Da difensore cosa significa essere guidati da un portiere come lui?

«Per un difensore assume un grande significato il fatto di avere alle spalle un portiere come Perin. Sei consapevole che, in caso di un tuo errore, puoi comunque contare sulle grandi capacità del tuo compagno. È un’iniezione di fiducia di fondamentale importanza».

Poco più di una settimana fa l’addio al calcio giocato del tuo ex compagno Fabrizio Miccoli. Che ricordo hai di lui?

«Ho un ottimo ricordo di Fabrizio, sia come calciatore che come uomo. È sempre stato molto umile, ha avuto un grande senso dell’umorismo e per noi era importante averlo sotto tutti i punti di vista. Ricordo con affetto quando regalò un braccialetto a tutti i giocatori della rosa con il relativo numero, in occasione di una salvezza raggiunta. Fu una sua iniziativa totalmente spontanea e conservo con affetto il ricordo di questo suo bellissimo gesto».

Tornando alla sua esperienza al Palermo, come giudica quella parentesi della sua carriera?

«Il primo anno a Palermo per me fu molto positivo. Nonostante dovessi adattarmi al calcio italiano, giocai tantissime partite e mi tolsi diverse soddisfazioni. Il secondo anno fu invece più difficile. Per sei mesi rimasi ai margini soprattutto per i rapporti tesi tra il mio procuratore e la società, per ragioni legate alle commissioni del mio trasferimento. Perdere la fiducia per queste ragioni per me fu veramente un duro colpo. Purtroppo nel calcio possono succedere anche queste cose».

Come vede i rosanero in questa stagione?

«Palermo merita di stare in Serie A e sono contento di vederlo in testa alla classifica. È stato allestito un organico importante, che può giocarsi le sue carte nella lotta alla promozione. Per un calciatore poter giocare al Barbera regala delle emozioni uniche. Resto convinto che, se riusciranno a proseguire su questa strada, riusciranno a centrare il loro obiettivo».

Da argentino che effetto le fa non vedere più Messi in Nazionale?

«L’assenza di Messi in Nazionale provoca tantissima nostalgia non solo in me, ma penso in tutto il popolo argentino. Non ci sarà più occasione di vedere con la maglia dell’Argentina le gesta di uno dei giocatori più forti visti negli ultimi anni. Il modo nel quale rappresentava e difendeva la nostra Nazione era per noi motivo di vanto e gioia. Messi è stato e sarà ancora per diverso tempo il miglior giocatore al mondo».

Ha già deciso cosa farà quando chiuderà la carriera da calciatore?

«In primo luogo mi piacerebbe recuperare il tempo perso nella vita privata. Il nostro mestiere ci porta spesso a essere lontani da casa e a perdere tanti momenti di vita quotidiana, ma anche appuntamenti importanti con la propria famiglia. Se dovessi restare nel calcio, lo farei in maniera secondaria, intraprendendo la carriera da procuratore o da allenatore».

Ha un rimpianto nella sua carriera?

«Se tornassi indietro accetterei la proposta di rinnovo contrattuale del Palermo. Ricordo che Zamparini voleva prolungarmi il contratto e io decisi invece di chiudere la mia esperienza in rosanero. Difficilmente mi pento delle mie scelte, però in quell’occasione sbagliai ad andare via da Palermo».

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Giorgio Elia