Escl. Cetto: «Zampa decideva formazione. Io via per Lo Monaco». Futuro a Palermo…

Con il deludente pareggio casalingo contro il Bologna e la contemporanea vittoria dell’Empoli che si è così portato a +10 sul Palermo, i rosanero sono sempre più ad un passo dalla serie B. A tenere a galla gli uomini di Bortoluzzi c’è ancora la matematica, ma con sei giornate al termine del campionato l’impressione è che presto arriverà anche quella. Per parlare della stagione dei siciliani e non solo, la redazione di Ilovepalermocalcio ha contattato in esclusiva l’ex rosanero Mauro Cetto. Il difensore argentino ha indossato la maglia del Palermo per due stagioni, ovvero 2011/12 e 2012/13, intervallate dal prestito al Lille, fino al definitivo addio al club di viale del Fante nel gennaio del 2013. Ecco le sue parole:

Mauro, a sei giornate dalla fine del campionato il Palermo è penultimo a -10 dalla zona salvezza. L’anno prossimo sarà serie B?

«Ho seguito in parte la stagione del Palermo. Adesso sono in una situazione di classifica molto complicata. Per salvarsi i rosanero dovrebbero vincere quattro delle prossime sei partite. Difficile se non impossibile se si pensa che questa squadra ha vinto solo tre volte in trentadue giornate».

Tu hai vissuto parte della stagione terminata con l’ultima retrocessione dei rosanero. C’è chi sostiene quel Palermo fosse più forte di questo…

«Beh non credo sia sbagliato pensarlo. In quella squadra figuravano giocatori importanti come Miccoli, Hernandez, Ilicic per citarne alcuni. Certamente il bagaglio tecnico di quel Palermo era superiore a quello dell’organico di oggi».

Dopo il rientro dal prestito al Lille nell’estate del 2012, hai lasciato Palermo a gennaio 2013. Cosa non ha funzionato?

«Mi dispiace il modo nel quale sono andate le cose a Palermo. Arrivavo in rosanero con grandi aspettative, considerato che in Francia stavo bene ed ero capitano del Tolosa già da tre anni. Nell’anno della retrocessione giocavo poco e la cosa non mi faceva certamente piacere, poi è arrivato Lo Monaco e ha spinto per una mia cessione. Ricordo che quando lui era a Palermo, al campo di allenamento io e Arevalo Rios ci cambiavamo in uno spogliatoio a parte rispetto a quello della squadra».

A Palermo hai conosciuto l’ormai ex presidente Zamparini, al quale di recente Tulio De Melo ha dato del pazzo…

«Beh è difficile dargli torto o pensarla diversamente. Ciò che ha fatto negli anni a livello di gestione tecnica del club è sotto gli occhi di tutti. Quando ero a Palermo ricordo che voleva decidere i giocatori da mandare in campo. Voleva fare la formazione qualunque fosse l’allenatore della squadra».

Terminata la tua avventura a Palermo sei tornato a giocare in Argentina. Che esperienza è stata?

«Giocare nel San Lorenzo, la squadra del cuore di Papa Francesco, è stata una cosa bellissima. Dopo aver vinto il campionato nel 2013 andammo a Roma per portargli la coppa. Fu per me una grandissima emozione».

Tra i tuoi compagni in rosanero c’era un certo Paulo Dybala. Cos’hai pensato nel vedere la sua doppietta contro il Barcellona di Messi?

«Paulo è un talento puro e ogni giorno cresce sempre di più. È un vero e proprio fenomeno. Ricordo anche Vazquez e anche nel suo caso si vedeva tutta la sua qualità, seppur non allo stesso livello di Dybala».

Ti piacerebbe tornare a Palermo in altre vesti?

«Beh al termine della stagione darò l’addio al calcio giocato. Da dirigente o da allenatore a quel punto non mi dispiacerebbe un giorno tornare a Palermo».

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Giulia Nasca