SERIE A

Gazzetta dello Sport: “Leotta: «Mondiale storico, ma l’Italia mancherà. Sogno il Catania in B»”

Una primavera intensa, tra vita privata e grandi eventi calcistici. Nell’intervista di Andrea Ramazzotti per la Gazzetta dello Sport, Diletta Leotta si racconta tra l’attesa del secondo figlio e l’impegno per il prossimo Mondiale su Dazn, tracciando anche un bilancio sul calcio italiano.

«Sarà una primavera-estate intensa con l’arrivo del bimbo e i Mondiali, ma anche l’autunno sarà pieno tra Serie A e nuova vita in quattro», spiega Leotta nell’intervista ad Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport. «Come sempre, approccio zen e step by step».


Sul fronte personale, resta aperta anche la scelta del nome: «È ancora un testa a testa tra me e Loris. Io spingo per un nome classico, vedremo chi la spunta». E sulla distanza dal compagno Karius: «La mancanza si sente sempre, ma è presente in tutti i modi possibili. Sarà più difficile dopo, con due figli».

Grande entusiasmo invece per il Mondiale: «Sono orgogliosa, sarà qualcosa di storico. Con 48 nazionali vivremo un rituale collettivo unico», racconta ancora a Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport. «Dazn trasmetterà tutte le 104 partite e lavoriamo per raccontarlo con competenza e leggerezza».

Tra le favorite, Leotta non ha dubbi: «Brasile e Argentina, ma spero in una sorpresa». E un occhio anche a Spagna e Giappone, mentre tra le curiosità spiccano le nazionali guidate da tecnici italiani: «Seguirò il Brasile di Ancelotti, la Turchia di Montella e l’Uzbekistan di Cannavaro».

Inevitabile il passaggio sull’Italia: «Il dispiacere è enorme. Ero a Bergamo a tifare, poi la delusione. Ho pensato: “Di nuovo?”. Il calcio italiano mancherà al Mondiale», confessa Leotta nell’intervista ad Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport. «Serve coraggio, umiltà e un vero cambiamento».

Sul campionato, promossa l’Inter di Chivu: «Mi ha sorpresa per la compattezza». Mentre sulle rivali: «Mi aspettavo più equilibrio da Napoli, Milan e Juve». E sul Como: «È la favola più bella, la Champions sarebbe un finale romantico».

Infine, il suo MVP: «Lautaro Martinez, è il vero leader». E uno sguardo alle origini: «Il Catania? È famiglia, è Sicilia. Vederlo in Serie B sarebbe un regalo per tutti».

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Redazione Ilovepalermocalcio