PALERMO

Delio Rossi: «Palermo è una piazza incredibile, che sofferenza vederlo giocare in B!»

Intervistato da News.Superscommesse, l’allenatore riminese Delio Rossi ha ripercorso alcune tappe fondamentali della propria carriera, soffermandosi su diverse piazze che ha guidato in panchina, tra cui Palermo FC, Delfino Pescara 1936 e UC Sampdoria, senza dimenticare gli anni intensi vissuti alla US Salernitana 1919.

Tra i ricordi più significativi spicca la finale di Coppa Italia raggiunta nella stagione 2010/11 alla guida del Palermo. Proprio sui rosanero e sulle ambizioni attuali si è espresso così:

«Palermo è una piazza incredibile, per tradizione, per cultura, con un bacino d’utenza che va oltre i confini della stessa isola; la squadra di calcio rappresenta tutto il territorio, quindi chi sceglie questa società ha una grandissima responsabilità sulle proprie spalle. Soltanto per la tifoseria che ha, il Palermo meriterebbe di stare in pianta stabile in Serie A; vederlo giocare in Serie B è una sofferenza, specialmente se si pensa a quelli che sono stati gli ultimi anni.

Questa categoria non è mai facile per nessuna squadra, anche per quelle attrezzate per vincere il campionato; quelle che precedono il Palermo stanno andando forte e credo che sia difficile pensare che possa andare in Serie A direttamente; la strada dei Playoff è quella più realistica, ma si sa quanto siano insidiosi. Naturalmente, il mio augurio sincero è che i colori di questa squadra possano presto rivedere il palcoscenico del massimo campionato».

Tra gioie e rimpianti: «Alla Salernitana la prima vera emozione»

Rossi ha poi raccontato quali siano stati i momenti più alti e quelli più amari della sua carriera:

«Sarebbe troppo facile dire quella vissuta alla Lazio e anche quella al Palermo, perché hanno rappresentato i punti più alti della mia vita da allenatore, ma la prima vera gioia è arrivata con la prima esperienza alla Salernitana, nel 1993. Quando giunsi a Salerno, sembrava che dovessi fare soltanto da traghettatore, con una squadra composta da diversi giovani provenienti dalla Berretti e altri che si accingevano a diventare professionisti. Ne uscì fuori una sorpresa bellissima, perché vincemmo quei Playoff che ci portarono in Serie B, battendo squadre molto forti.

Anche il secondo periodo alla Salernitana fu incredibile, perché lì fu fatta la storia, con una promozione in Serie A che mandò in estasi la città di Salerno. Ricordo anche quando mi venne chiesto di accettare o meno la proposta di un certo Gennaro Gattuso, all’epoca un 19enne di cui non ero a conoscenza. Sapevo soltanto che era andato ai Rangers e che aveva una voglia matta di giocare in Serie A con la Salernitana, per cui fui convinto dalla sua determinazione. Fu una scelta azzeccatissima, perché da quella stagione la carriera di Rino prese una direzione che hanno visto tutti.

Poi, il mio ritorno al Foggia nel 2023 è stato molto intenso di emozioni, ma porterò dentro di me il rammarico di non essere riuscito a compiere il passo più importante per portare la squadra in Serie B, perché fu fatto un qualcosa di incredibile in quei mesi tra la regular season e i playoff. Una gioia indescrivibile da una parte, dall’altra una grandissima delusione.

Il secondo anno alla Sampdoria, invece, è stato quello più grigio della mia carriera; lì avrei potuto e dovuto fare qualcosa in più, per cui quella esperienza me la porto dentro con un bel po’ di amarezza».

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Redazione Ilovepalermocalcio