SERIE A

Repubblica: “Caso Rocchi, parla De Gregorio: «Calciopoli occasione persa. Il sistema non sa rinnovarsi, l’indagine è solo all’inizio»

Vent’anni dopo Calciopoli, un nuovo terremoto giudiziario torna a coinvolgere il mondo arbitrale italiano. Come evidenzia Repubblica, tra i precedenti più significativi c’è proprio l’inchiesta istruita dalla Procura di Napoli, nella quale figurava anche Gianluca Rocchi, poi assolto. Un passaggio ricordato anche dall’ex magistrato Eduardo De Gregorio, intervistato da Repubblica, che chiarisce: «Le prove portate in giudizio dall’accusa non erano adeguate a sostenere la condanna».

Intervistato da Repubblica, De Gregorio analizza con prudenza la nuova vicenda giudiziaria:
«È troppo presto per commentare una notizia che, in questa fase, fa riferimento solo a un invito a comparire. L’indagine è appena agli inizi, dovrà seguire i tempi e i ritmi del procedimento penale».


Secondo quanto riportato da Repubblica, il tema centrale resta quello della mancata evoluzione del sistema calcio. Alla domanda se Calciopoli sia stata un’occasione persa, De Gregorio risponde senza esitazioni:
«Sicuramente sì. E non è stata neanche l’unica. Il calcio purtroppo ha dimostrato di non essere in grado di rinnovarsi».

Un’analisi che, come sottolinea ancora Repubblica, si lega anche alla crisi della Nazionale:
«L’esclusione dai Mondiali per la terza volta è proprio una delle conseguenze dell’incapacità del mondo del calcio di rigenerarsi. È un ambiente che, evidentemente, non riesce a trovare la strada per cambiare».

Sul ruolo di Rocchi, Repubblica riporta una posizione chiara:
«In quanto assolto era legittimato sia a continuare ad arbitrare, sia ad assumere incarichi dirigenziali. Poi si possono fare valutazioni di opportunità, ma non spettano a noi».

Ampio spazio, nell’intervista pubblicata da Repubblica, è dedicato anche al VAR, tema sempre centrale nel dibattito calcistico:
«Trovo che il Var sia stato sopravvalutato. Ha funzionato più come uno strumento per togliere responsabilità all’arbitro di campo».

E ancora, entrando nel merito:
«Andrebbe recuperato il ruolo dell’arbitro di campo, anche attraverso il concetto della inoffensività: un’irregolarità che non produce pregiudizio a una delle due squadre non dovrebbe essere sanzionata».

Guardando al futuro, il giudizio resta fortemente pessimista. Come evidenzia Repubblica, De Gregorio non crede a svolte radicali nel breve periodo:
«Sono francamente molto pessimista. L’esperienza ci insegna, non solo nello sport, che i processi non cambiano il corso delle cose».

Infine, una possibile soluzione, sempre riportata da Repubblica, passa da un cambiamento profondo:
«Un rinnovamento radicale di vertici e mentalità, tanto in Federazione, quanto in Lega. Magari con calciatori ai vertici, così che possano mettere a disposizione la loro esperienza».

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Redazione Ilovepalermocalcio