SERIE B

Corriere di Verona: “Setti amareggiato: «La retrocessione del Verona mi ha fatto male. L’idea di Presidio era fare come il City Group»”

Maurizio Setti torna a parlare dell’Hellas Verona e lo fa con parole piene di amarezza dopo la retrocessione in Serie B. L’ex presidente gialloblù, intervistato dal Corriere di Verona, ha commentato il momento delicato vissuto dal club, soffermandosi sia sul presente della società oggi controllata da Presidio sia sul lavoro svolto durante la sua gestione.

Nel corso della lunga intervista concessa al Corriere di Verona, Setti non ha nascosto il dolore per il ritorno in Serie B dell’Hellas. «L’ho presa malissimo. Dopo tutto quello che è stato fatto negli anni scorsi, vedere la squadra retrocedere così mi ha fatto male».


L’ex patron scaligero ha spiegato di aver continuato a seguire il Verona anche dopo la cessione societaria, vivendo però con grande sofferenza l’ultima stagione. «Io del Verona sono tifoso e abbonato, l’ho visto spesso. Ma non penso che continuerò ad andare allo stadio, è una sofferenza».

Nel focus pubblicato dal Corriere di Verona, Setti ha difeso anche la situazione economica lasciata al momento del passaggio di proprietà a Presidio, il fondo che oggi controlla il club gialloblù. «Quando ho venduto la società era sana, altrimenti Presidio, dopo aver esaminato tutti i conti, non l’avrebbe mai comprata».

Setti ha poi precisato come il Verona avesse sì esposizioni economiche, ma accompagnate da un patrimonio superiore ai debiti accumulati. «L’attivo era superiore al passivo. E una parte dei debiti, circa venti milioni, è arrivata durante gli anni del Covid e della crisi pandemica».

L’ex presidente dell’Hellas ha raccontato anche alcuni dettagli della trattativa con Presidio, spiegando che il progetto iniziale prevedeva un sistema di sinergie tra più club sul modello del City Group, la holding che controlla anche il Palermo. «L’idea era che il Verona diventasse il centro di un consorzio con altri club collegati, in una forma diversa ma simile al modello City Group. Io sarei rimasto, ma poi non se ne è fatto nulla».

Nel corso dell’intervista al Corriere di Verona, Setti ha inoltre rivendicato il lavoro svolto durante i suoi anni alla guida del club scaligero. «Quando sono arrivato c’era un tavolo vuoto. Ho lasciato un centro sportivo acquisito, una sede di proprietà, un settore giovanile organizzato, una squadra femminile e uno stadio migliorato».

L’ex presidente ha ricordato con orgoglio anche i risultati sportivi raggiunti durante la sua gestione, dai dieci anni complessivi in Serie A ai bomber che hanno segnato un’epoca recente del club. «Ci sono stati tre capocannonieri come Cacia, Toni e Pazzini. Ho voluto e inaugurato io anche la Fondazione».

Infine Setti ha ammesso che, nonostante le contestazioni ricevute nel corso degli anni, rifarebbe tutto senza esitazioni. «Sì, rifarei tutto. L’Hellas non sarà una grande, ma non è neppure una piccola. È una piazza con enorme passione e bisogna saper reggere quella pressione».

Tra i ricordi più belli resta la notte del 2 giugno 2019, quando il Verona conquistò la promozione in Serie A battendo il Cittadella nella finale playoff al Bentegodi. «Quella serata resta indimenticabile».

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Redazione Ilovepalermocalcio