SERIE A

Corriere dello Sport: “Stadi, più posti e prezzi popolari con le standing area. La proposta per rivoluzionare le curve italiane”

Una nuova organizzazione delle gradinate per aumentare la capienza degli stadi, migliorare la sicurezza e rendere più accessibili i biglietti nei settori popolari. È questo l’obiettivo della proposta sulle standing area, presentata alla Camera dei Deputati e successivamente a Genova dall’Associazione Club Genoani, con il coinvolgimento di Federtifosi e della Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio.

Come racconta Giulia Mazzi sulle pagine del Corriere dello Sport, il progetto punta a introdurre anche negli impianti italiani settori nei quali i tifosi possano assistere alle partite in piedi, utilizzando apposite barriere di sicurezza al posto dei tradizionali seggiolini.


L’idea prevede un rapporto indicativo di cinque posti in piedi ogni tre posti a sedere, con la possibilità di aumentare sensibilmente la disponibilità di biglietti nelle curve e nelle gradinate.

Standing area, come funzionano i nuovi settori degli stadi

Il principio alla base della proposta nasce dall’osservazione delle abitudini dei tifosi italiani.

In numerosi stadi, infatti, i sostenitori che occupano le curve seguono già le partite in piedi, nonostante la presenza obbligatoria dei seggiolini.

Secondo i promotori dell’iniziativa, questa situazione può comportare criticità sul piano della sicurezza, soprattutto quando i gradoni sono bagnati o scivolosi.

Le standing area prevedono invece l’installazione di barriere metalliche progettate per offrire un punto d’appoggio e limitare il rischio di cadute collettive.

Giulia Mazzi, nel suo approfondimento sul Corriere dello Sport, ricorda che l’attuale impostazione normativa è legata anche alle conseguenze della tragedia di Hillsborough del 1989, dopo la quale si è progressivamente affermato il principio secondo cui i posti a sedere garantirebbero maggiore sicurezza.

I sostenitori della proposta sottolineano però che quella tragedia fu provocata dal sovraffollamento e da una gestione inadeguata della folla, non semplicemente dal fatto che gli spettatori assistessero alla partita in piedi.

L’obiettivo dichiarato non è quindi ridurre gli standard di sicurezza, ma introdurre strutture specificamente progettate per questa modalità di fruizione degli stadi.

Il modello inglese: 42 impianti e oltre 200 mila posti attrezzati

La proposta italiana prende spunto dalle esperienze già sviluppate in altri Paesi europei, soprattutto Germania e Inghilterra.

Nel calcio inglese, la sperimentazione delle aree attrezzate per assistere alle partite in piedi è stata avviata nel 2022 con cinque società: Cardiff City, Chelsea, Manchester City, Manchester United e Tottenham.

Dopo una valutazione indipendente dei risultati, il governo britannico ha esteso la possibilità di adottare il modello agli altri club in grado di rispettare i requisiti previsti.

Secondo i dati riportati nell’articolo, attualmente sono 42 gli impianti dotati di safe standing, per un totale superiore a 200 mila posti attrezzati con barriere.

Il consenso dei tifosi era già emerso in un sondaggio del 2018, al quale avevano partecipato oltre 33 mila persone: il 94% si era dichiarato favorevole alla possibilità di scegliere se assistere alle partite in piedi oppure seduti.

Un’esperienza che i promotori italiani considerano un riferimento per sviluppare una soluzione compatibile con le caratteristiche degli impianti nazionali.

Genoa, il caso Ferraris: fino a 2.800 posti in più nella Gradinata Nord

Uno degli esempi più significativi riguarda lo stadio Luigi Ferraris di Genova.

Come evidenzia il Corriere dello Sport nell’articolo firmato da Giulia Mazzi, l’impianto presenta già una forte richiesta di posti da parte dei tifosi, soprattutto nei settori popolari.

Ivano Mucchi, responsabile delle iniziative e del comitato storico dell’Associazione Club Genoani, ha spiegato le difficoltà legate all’attuale disponibilità di biglietti.

«A Marassi ci sono circa 26.000 abbonamenti su una capienza di 32.000».

Una situazione che rende particolarmente complicato trovare posti disponibili nelle gradinate più frequentate.

«Va da sé che nei settori popolari trovare un posto sia oggi quasi impossibile e il ricambio praticamente inesistente».

Il problema riguarda anche i costi sostenuti dalle famiglie per assistere alle partite.

«In un contesto in cui una famiglia con due figli arriva a spendere 450 euro per assistere a una partita, più capienza può agevolare più biglietti a prezzo popolare».

La proposta potrebbe avere conseguenze concrete anche sul progetto di ristrutturazione del Ferraris.

Gli interventi attualmente previsti comporterebbero una riduzione di circa 1.600 posti complessivi, di cui 800 nella Gradinata Nord.

Attraverso l’introduzione delle standing area, secondo le stime presentate, sarebbe possibile recuperare gli 800 posti destinati a scomparire e aggiungerne altri 2.000.

Il risultato sarebbe un incremento di 2.800 posti rispetto alla configurazione prevista per la Gradinata Nord dopo i lavori.

Stadi italiani, più capienza anche per le società più piccole

L’applicazione delle standing area potrebbe interessare non soltanto i grandi club, ma anche le società che dispongono di impianti con una capienza ridotta.

In particolare, la possibilità di aumentare il numero degli spettatori nei settori popolari potrebbe offrire nuove opportunità alle realtà calcistiche con una domanda di biglietti superiore ai posti disponibili.

Il modello potrebbe inoltre contribuire a migliorare la gestione dei settori ospiti, spesso caratterizzati da una disponibilità limitata.

L’eventuale aumento della capienza non comporterebbe automaticamente una riduzione dei prezzi, ma potrebbe consentire alle società di mettere in vendita un maggior numero di tagliandi nelle fasce economicamente più accessibili.

Euro 2032, la proposta guarda anche agli Europei in Italia

Il tema delle standing area si inserisce anche nel dibattito sul futuro degli stadi italiani in vista degli Europei del 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

Il nostro Paese ha presentato una candidatura comprendente 14 impianti, dei quali cinque saranno selezionati per ospitare le partite della fase finale.

La modernizzazione degli stadi e il miglioramento delle condizioni di sicurezza rappresentano dunque questioni centrali nel percorso di avvicinamento alla manifestazione.

Secondo i promotori, l’adozione di settori attrezzati per assistere alle partite in piedi potrebbe essere accompagnata dagli strumenti di controllo già utilizzati negli impianti, tra cui biglietti nominativi, tornelli dotati di telecamere e tessera del tifoso.

Si tratterebbe comunque di un intervento da valutare nell’ambito delle norme nazionali e dei requisiti previsti per le competizioni internazionali.

Il nodo normativo: l’articolo 6 del decreto del 18 marzo 1996

Il principale ostacolo alla realizzazione del progetto resta la normativa italiana.

Come sottolinea ancora Giulia Mazzi sul Corriere dello Sport, il riferimento è l’articolo 6 del decreto ministeriale del 18 marzo 1996, che di fatto impedisce l’introduzione di questa tipologia di settori nei grandi stadi.

Per rendere possibile la diffusione delle standing area sarebbe quindi necessario intervenire sul quadro normativo, definendo requisiti tecnici e condizioni di sicurezza adeguati.

Sul piano politico, secondo quanto emerge dalla proposta, esisterebbe un orientamento favorevole trasversale agli schieramenti, ma restano da chiarire le modalità concrete attraverso le quali procedere.

Standing area, una possibile svolta per il calcio italiano

La proposta presentata dall’Associazione Club Genoani riapre il confronto sul rapporto tra sicurezza, accessibilità economica e partecipazione dei tifosi negli stadi.

L’esperienza europea dimostra che esistono modelli di settori in piedi progettati con specifiche misure di protezione, ma un’eventuale introduzione in Italia richiederebbe modifiche normative e valutazioni tecniche.

La questione riguarda anche la possibilità di rendere gli impianti più capienti senza rinunciare alla sicurezza degli spettatori.

Il Corriere dello Sport, attraverso l’approfondimento di Giulia Mazzi, evidenzia come il progetto possa rappresentare un’opportunità soprattutto per gli stadi con curve frequentemente esaurite e per le società interessate da importanti lavori di ristrutturazione.

Dalla proposta presentata alla Camera alla possibile applicazione negli impianti, il percorso resta ancora da definire. Ma il dibattito sulle standing area è ufficialmente entrato nell’agenda del calcio italiano.

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Redazione Ilovepalermocalcio