Mattia Perin ha scelto Palermo prima ancora di parlare di contratto e cifre. È questo uno degli aspetti che emerge dalla presentazione del nuovo portiere rosanero, raccontata da Paolo Vannini sul Corriere dello Sport. Un sì immediato, arrivato quando il suo procuratore gli ha prospettato la possibilità di lasciare la Juventus e rimettersi in gioco in Serie B.
Come sottolinea Paolo Vannini, Perin si è presentato ieri al centro sportivo di Torretta mostrando grande convinzione. «Quando il mio agente mi ha prospettato il trasferimento, ho dato subito la disponibilità», ha spiegato il portiere, ricordando come soltanto pochi giorni prima avesse affrontato il Palermo nell’amichevole di Perth senza immaginare quello che sarebbe successo.
“Bisogna avere il coraggio di ascoltarsi”
La crescita del progetto rosanero non era però passata inosservata agli occhi dell’ex Juventus. «Negli ultimi anni, soprattutto da quando è arrivata la gestione City, ho seguito il Palermo con occhi diversi. Ero alla Juve ma c’è un momento nella vita in cui bisogna avere il coraggio di ascoltarsi e mettersi in gioco».
Una scelta dettata anche dalle sensazioni trasmesse dalla piazza: «Palermo possiede quello di cui ho bisogno in questo momento, un entusiasmo pazzesco, una società che ha un progetto, componenti che mi hanno fatto scegliere facilmente per il sì».
A spingerlo ulteriormente verso la Sicilia è stato anche Paulo Dybala, suo ex compagno. «Mi ha scritto, lui qua è stato benissimo, ha mantenuto ricordi fantastici». Poi l’impatto con il popolo rosanero, con l’accoglienza ricevuta al Barbera che, ammette Perin, è andata «anche oltre quanto mi aspettassi».
Perin: “L’entusiasmo va coltivato sul campo”
Il nuovo portiere, però, non vuole fermarsi all’entusiasmo. Nell’intervista riportata dal Corriere dello Sport, Perin indica subito la strada: «Questo entusiasmo va coltivato con le prestazioni sul campo. I risultati non si possono controllare ma l’attitudine e l’atteggiamento sì».
Da parte sua promette «professionalità, abnegazione e serietà», con l’obiettivo di regalare soddisfazioni insieme ai compagni a tutta Palermo.
Perin è già pronto per il possibile debutto contro l’Arezzo e ha seguito le prime due gare ufficiali della squadra di Filippo Inzaghi contro Lecce e Juve Stabia. Una caratteristica lo ha colpito in particolare: «Lo strumento principale del gruppo è la voglia di sacrificarsi tutti assieme e questa è una qualità fondamentale in B».
“I nomi dietro la maglia non bastano”
L’esperienza insegna a Perin a non sottovalutare la Serie B. Il portiere ricorda la sua precedente parentesi tra i cadetti con il Padova nel 2011, quando una squadra considerata forte non riuscì nemmeno a raggiungere i playoff.
«I nomi dietro la maglia non bastano a portare a termine un sogno», avverte Perin. Il Palermo sarà atteso da tutti e, secondo il nuovo numero uno rosanero, dovrà affrontare ogni avversario con un atteggiamento «pari se non superiore». Soltanto dopo potrà emergere la qualità della rosa.
Il messaggio a Joronen
Nella presentazione c’è stato spazio anche per Jesse Joronen, costretto all’intervento chirurgico dopo l’infortunio. Perin gli ha rivolto un messaggio: «So che si deve operare, gli mando un grande in bocca al lupo. Io ho subìto lo stesso intervento, magari ci confronteremo per la fisioterapia».
Un passaggio significativo anche sul valore dello spogliatoio. «So che Jesse è una personalità forte dentro lo spogliatoio e io per primo, che alla Juve ho fatto il secondo per anni, so quanto conta dare una mano all’ambiente anche se non giochi».
Come racconta Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, comincia così la nuova sfida di Perin: dopo tanti anni ai massimi livelli, Palermo rappresenta una scelta fortemente voluta e una nuova occasione per rimettersi in gioco.