acopo Segre è una delle certezze del Palermo di Filippo Inzaghi. Corsa, sacrificio, attaccamento alla maglia e capacità di inserirsi in zona gol sono le qualità che hanno reso il centrocampista torinese un punto fermo della formazione rosanero. Come racconta Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, il numero 8 rappresenta uno dei principali elementi di continuità del progetto City Football Group, avendo attraversato tutte le fasi della gestione societaria senza mai perdere centralità nelle scelte degli allenatori.
Laureato in Scienze motorie e intenzionato a proseguire gli studi, Segre si è guadagnato il soprannome di “dottore”. Da cinque stagioni veste la maglia del Palermo e, insieme a Claudio Gomes, è uno dei pochi giocatori ad aver vissuto l’intero percorso della nuova proprietà. Nonostante gli investimenti effettuati per rinforzare il centrocampo, anche quest’anno è sempre partito titolare in campionato, confermandosi una pedina fondamentale per Inzaghi.
Il Corriere dello Sport, attraverso l’analisi di Paolo Vannini, si sofferma anche sul valore del gol realizzato contro il Mantova. Una rete che ha interrotto un digiuno lungo nove mesi, dall’ultima marcatura contro lo Spezia, mentre lontano dal Barbera Segre non segnava dall’aprile 2025, nella trasferta di Catanzaro. Con il centro messo a segno in Lombardia, il centrocampista ha raggiunto quota 19 gol con la maglia rosanero.
Particolarmente significativa l’esultanza dopo il vantaggio. Segre ha accompagnato il contropiede avviato da Palumbo, facendosi trovare pronto sulla ribattuta per depositare il pallone in rete. Subito dopo ha attraversato il campo per andare ad abbracciare idealmente i tifosi del Palermo presenti nel settore ospiti. Un gesto ripetuto al termine della partita, con una dedica speciale al padre Riccardo, presente anche a Mantova tra i sostenitori rosanero.
Come evidenzia Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, il rapporto tra Segre e Palermo va oltre il terreno di gioco. Il centrocampista ha costruito negli anni un legame profondo con la città e con i suoi tifosi, testimoniato anche dalla vicinanza alla piccola Alessia, mascotte della tifoseria scomparsa lo scorso maggio dopo una grave malattia. Segre ha inoltre firmato la prefazione del libro “Resta nel vento, resta nel cuore”, scritto dal giornalista Rosario Di Stefano e dedicato alla bambina.
Sul futuro, però, resta aperta la questione contrattuale. Il ventinovenne andrà in scadenza a giugno, così come altri elementi importanti della rosa, tra cui Ceccaroni, Augello e Gomes. La linea della società è stata definita a inizio stagione: priorità alla promozione in Serie A, mentre gli eventuali rinnovi verranno affrontati successivamente, anche sulla base del rendimento dei singoli.
Segre, dal canto suo, vorrebbe proseguire l’avventura in rosanero e coronare il sogno della promozione con il Palermo. Il centrocampista sta tenendo in sospeso altre richieste, che potrebbero intensificarsi già a gennaio, nella speranza di trovare un accordo per continuare il proprio percorso in Sicilia. Il gol di Mantova rappresenta così anche un segnale della volontà di restare protagonista.
Inzaghi cambia tre moduli a Mantova: la duttilità diventa un’arma
Nell’approfondimento pubblicato dal Corriere dello Sport, Paolo Vannini analizza anche la capacità del Palermo di modificare il proprio assetto tattico durante la partita contro il Mantova. Inzaghi ha utilizzato tre differenti sistemi di gioco, adattando la squadra alle esigenze dei vari momenti dell’incontro.
I rosanero sono partiti con il consueto 4-2-3-1, per poi passare al 4-1-4-1 dopo gli ingressi di Estevez ed Hernani, con Palumbo spostato sulla corsia destra. Nel finale, come già accaduto contro l’Empoli, il tecnico ha inserito un difensore aggiuntivo, ridisegnando la formazione con un 3-5-2 e Vavassori in posizione avanzata.
Una scelta che non ha impedito al Palermo di trovare il raddoppio, confermando la capacità della squadra di gestire differenti situazioni tattiche senza perdere efficacia. Un ulteriore segnale della crescita del gruppo di Inzaghi, sempre più consapevole dei propri mezzi.