La rabbia e l’orgoglio di un Palermo che non conosce la parola resa. È questo il filo conduttore del commento firmato da Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, che analizza il rocambolesco 3-3 dell’Arena Garibaldi, una partita capace di mettere in evidenza il carattere della capolista rosanero. Sotto di due reti contro il Pisa, la formazione di Filippo Inzaghi ha trovato la forza di reagire, ribaltare il risultato e sfiorare un successo che avrebbe ulteriormente consolidato il primato in classifica.
Come sottolinea Tullio Calzone sulle colonne del Corriere dello Sport, il Palermo ha rischiato concretamente di incassare la prima sconfitta stagionale, peraltro in uno scontro diretto contro Paolo Bianco, già capace di mettere in difficoltà i rosanero nella passata stagione alla guida del Monza. La doppietta di Pittarello nel primo tempo sembrava aver indirizzato definitivamente la sfida, ma la squadra siciliana ha saputo trasformare le difficoltà in una reazione di grande personalità. Inzaghi è intervenuto dalla panchina, modificando l’assetto e l’atteggiamento dei suoi giocatori, che nella ripresa hanno cambiato completamente il volto dell’incontro.
Le reti di Johnsen, Peda e Vavassori hanno completato una rimonta clamorosa, prima che Marras trovasse il gol del definitivo 3-3. Tullio Calzone, nel suo commento sul Corriere dello Sport, descrive la sfida dell’Arena Garibaldi come una delle migliori espressioni di un campionato ancora tutto da vivere, nel quale intensità, qualità e capacità di reagire possono fare la differenza. Una battaglia tra due allenatori che hanno cercato continuamente di superarsi, senza rinunciare a giocare per la vittoria.
Il pareggio assume un significato particolare anche per Inzaghi, tornato nello stadio dove due stagioni fa aveva riportato il Pisa in Serie A dopo 34 anni di attesa. Adesso il tecnico vuole ripetere quell’impresa sulla panchina del Palermo. Come evidenzia Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, il 3-3 consente ai rosanero di conservare l’imbattibilità, sfiorare l’ottava vittoria stagionale e mantenere cinque punti di vantaggio sulla terza posizione.
C’è anche un dato storico a rendere significativo il percorso della squadra di Inzaghi: per ritrovare un Palermo imbattuto nelle prime nove giornate di Serie B bisogna risalire alla stagione 1995/96, oltre trent’anni fa. Un traguardo che testimonia la continuità dei risultati ottenuti finora.
Restano, naturalmente, alcuni aspetti da migliorare. Gli undici gol complessivamente incassati e l’incapacità di conservare il vantaggio conquistato nella ripresa sono segnali sui quali Inzaghi dovrà lavorare. Ma il messaggio conclusivo dell’analisi è chiaro: avere ancora margini di crescita non rappresenta un limite, bensì un’opportunità per una squadra che continua a dimostrare carattere e ambizione nella corsa alla promozione.