La nuova era della Nazionale italiana è ufficialmente iniziata. Il Corriere dello Sport racconta come la Federazione abbia affidato a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia, affiancato da Leonardo nelle vesti di advisor. Una scelta che segna una svolta nella struttura federale e che rappresenta il primo tassello del progetto voluto da Giovanni Malagò per rilanciare il calcio azzurro fino al Mondiale del 2030.
Secondo il Corriere dello Sport, Maldini e Leonardo hanno firmato un contratto quadriennale che li legherà alla FIGC fino al 2030. Il loro compito sarà quello di guidare l’intera filiera azzurra, dalla Nazionale maggiore ai settori giovanili, con ampi poteri decisionali anche nella scelta del nuovo commissario tecnico.
Come evidenzia ancora il Corriere dello Sport, il progetto ha un obiettivo preciso: riportare l’Italia ai Mondiali dopo due mancate qualificazioni consecutive. L’Europeo del 2028 rappresenterà una tappa fondamentale del percorso, ma il vero traguardo resta la rassegna iridata del 2030. Il nuovo corso partirà già a settembre con la Nations League, quando gli azzurri affronteranno Belgio, Francia e Turchia.
La riorganizzazione federale prevede inoltre una netta separazione tra l’area tecnica e quella politica. Maldini avrà piena autonomia nella gestione del Club Italia e nelle scelte tecniche, coordinando anche il lavoro del settore giovanile insieme a Maurizio Viscidi e al nuovo advisor Leonardo.
Sul fronte della panchina, il Corriere dello Sport spiega che la decisione verrà presa entro una settimana. Giovanni Malagò ha ribadito di non aver ancora incontrato alcun allenatore e che la scelta sarà condivisa con Paolo Maldini e Leonardo, chiamati a individuare il profilo migliore per il nuovo ciclo azzurro.
Al momento Roberto Mancini resta il principale favorito. L’ex commissario tecnico, campione d’Europa nel 2021, continua a essere considerato il candidato più credibile nonostante il controverso addio del 2023. Il suo pentimento per la scelta di lasciare la Nazionale e il forte legame ancora esistente con molti giocatori rappresentano elementi che potrebbero favorire il suo ritorno.
Come sottolinea ancora il Corriere dello Sport, resta viva anche la suggestione Pep Guardiola, considerata però un’operazione estremamente complessa sia dal punto di vista economico sia da quello contrattuale. Più defilata la candidatura di Antonio Conte, che nelle ultime ore avrebbe perso terreno, mentre Stefano Pioli resta tra i nomi valutati grazie al rapporto costruito con Maldini durante l’esperienza al Milan.
L’obiettivo del nuovo progetto federale sarà anche quello di ricostruire il senso di appartenenza alla maglia azzurra. Proprio sotto questo aspetto, il ritorno di Roberto Mancini raccoglierebbe importanti consensi anche all’interno dello spogliatoio della Nazionale, dove molti giocatori conservano un forte legame con il tecnico che li guidò alla conquista dell’Europeo del 2021.