La seconda avventura di Vincenzo Vivarini sulla panchina del Bari è già ai titoli di coda. Il club biancorosso ha deciso di voltare pagina dopo l’ennesima prestazione deludente, culminata nella sconfitta contro la Juve Stabia al San Nicola. Come ricostruisce Antonio Guido sul Corriere dello Sport, il faccia a faccia di sabato sera negli spogliatoi con il presidente Luigi De Laurentiis e i dirigenti Magalini e Di Cesare ha certificato una frattura ormai insanabile.
Il Bari non crede più nel progetto tecnico e ha optato per scelte drastiche. Secondo quanto riportato ancora da Antonio Guido sulle colonne del Corriere dello Sport, la ripartenza porta dritta al nome di Moreno Longo, soluzione che comporterebbe anche l’addio del direttore sportivo Giuseppe Magalini. Diversa la posizione di Valerio Di Cesare, che potrebbe restare al timone dell’area tecnica salvo clamorosi ribaltoni. Sullo sfondo, come ricorda il Corriere dello Sport a firma di Antonio Guido, è stato anche suggerito il ritorno di Giorgio Perinetti.
Il tempo, però, stringe. Già in mattinata è prevista una riunione di mercato tra la proprietà e il nuovo allenatore, perché questo Bari appare allo sbando. La sconfitta con la Juve Stabia ha aggravato una classifica già compromessa e spento definitivamente le illusioni di una svolta con Vivarini. Due ko consecutivi, una squadra fragile tatticamente e incapace di reggere l’urto dell’avversario, come sottolinea ancora Antonio Guido del Corriere dello Sport, hanno reso inevitabile l’ennesimo ribaltone.
I numeri spiegano più di ogni analisi la crisi biancorossa. Il rendimento è da retrocessione: 9 sconfitte in 20 partite. Il Bari è penultimo con 17 punti e non vince da oltre due mesi. L’ultimo successo risale al 2 novembre contro il Cesena. Vivarini, arrivato a fine novembre, non ha mai vinto: quattro pareggi e quattro sconfitte, per una media di 0,50 punti a partita. Un bilancio peggiore rispetto a quello di Caserta, che viaggiava a 1,08 punti a gara, come evidenziato nel dettaglio da Antonio Guido sul Corriere dello Sport.
Il problema principale resta la fase offensiva. Il Bari ha il peggior attacco della Serie B con appena 16 gol realizzati. Solo tre le reti segnate durante la gestione Vivarini e nessuna arrivata dagli attaccanti. L’ultimo gol di una punta risale al 7 novembre, firmato da Gytkjaer contro lo Spezia. Non basta più cercare un’idea di gioco: il Bari deve tornare a vincere subito, prima che sia davvero troppo tardi.