CALCIO EUROPEO

Corriere dello Sport: “Il Portogallo abbandona Rui Pinto. Rivelò lo scandalo ManCity”

Una decisione destinata a far discutere arriva dal Portogallo. Rui Pinto, l’uomo da cui nel 2015 partì l’operazione Football Leaks, dal prossimo 10 ottobre non beneficerà più del programma di protezione testimoni garantito dallo Stato portoghese. Una svolta particolarmente delicata considerando le minacce ricevute negli anni dal whistleblower e l’aggressione subita lo scorso aprile a Lisbona.

Come racconta Pippo Russo sul Corriere dello Sport, la vicenda assume ulteriore rilievo per la coincidenza temporale con il procedimento che riguarda il Manchester City e le contestazioni relative alle regole finanziarie della Premier League. Proprio i documenti emersi attraverso Football Leaks contribuirono negli anni a portare all’attenzione pubblica anche aspetti della gestione finanziaria dei Citizens.


È stato lo stesso Rui Pinto ad annunciare attraverso il proprio account X la revoca della protezione, sottolineandone la tempistica.

Protezione revocata dal 10 ottobre

Rui Pinto era entrato nel programma nell’agosto del 2020, dopo aver raggiunto un accordo con la giustizia portoghese e aver messo a disposizione delle autorità le informazioni in suo possesso. Materiale utilizzato nel corso degli anni anche da altre magistrature europee.

Secondo quanto ricostruisce Pippo Russo sul Corriere dello Sport, la commissione del ministero della Giustizia portoghese che sovrintende al programma di protezione testimoni avrebbe deciso l’uscita di Pinto dal sistema di tutela già nella riunione dello scorso 9 luglio.

La decisione, tuttavia, gli sarebbe stata notificata soltanto il 30 settembre, a più di due mesi di distanza e appena dieci giorni prima della sua entrata in vigore.

Una tempistica che pone anche problemi pratici: Pinto dovrà infatti trovare una nuova sistemazione abitativa in tempi molto brevi.

I procedimenti giudiziari di Rui Pinto

Dal 2020 il protagonista di Football Leaks ha affrontato due importanti vicende giudiziarie.

Nel procedimento relativo proprio a Football Leaks, nel 2023 Rui Pinto è stato condannato a quattro anni di reclusione con pena sospesa per violazione della corrispondenza, accesso informatico illegale e un tentativo di estorsione nei confronti del fondo Doyen.

La seconda vicenda riguardava invece la pubblicazione online di documenti riservati attraverso il blog “Mercado do Benfica”. In questo procedimento Pinto è stato completamente assolto nello scorso aprile.

Come ricorda Pippo Russo sul Corriere dello Sport, la fine della protezione assume una particolare importanza anche sotto il profilo della sicurezza personale.

Le minacce e l’aggressione a Lisbona

Nel corso degli anni Rui Pinto ha infatti denunciato di aver ricevuto numerose minacce di morte. Nell’aprile scorso, inoltre, è stato vittima di un’aggressione a Lisbona, nella zona di Campo Pequeno.

La revoca dello status di testimone protetto apre quindi una nuova fase per l’uomo che attraverso Football Leaks ha contribuito alla diffusione di una quantità enorme di documenti riguardanti la finanza del calcio europeo.

Secondo Pippo Russo sul Corriere dello Sport, dopo la notizia della decisione portoghese si è già attivata una mobilitazione internazionale con l’obiettivo di individuare nuove forme di tutela per Pinto.

Dal 10 ottobre, però, la protezione garantita dal programma statale portoghese terminerà. Una svolta significativa per uno dei protagonisti delle più importanti rivelazioni che negli ultimi anni hanno interessato il sistema economico e finanziario del calcio europeo.

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Redazione Ilovepalermocalcio