SERIE A

Corriere dello Sport: “FIGC, Malagò verso la ricandidatura ma la Serie A frena. Dubbi e tensioni a due settimane dalla scadenza”

Il futuro della FIGC resta avvolto nell’incertezza. A due settimane dalla scadenza del 4 novembre, termine entro il quale dovranno essere presentate le candidature, il nome di Giovanni Malagò continua a rappresentare il principale punto di riferimento per la successione alla guida della Federcalcio. Tuttavia, il sostegno della Serie A, decisivo nella precedente tornata elettorale, appare oggi meno compatto.

Come racconta Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, i club della massima serie, che nella scorsa primavera avevano sostenuto con convinzione Malagò, stanno mantenendo un atteggiamento prudente dopo il commissariamento. Nessuno scontro aperto, ma nemmeno una discussione concreta sulla possibilità di riproporre la candidatura.


FIGC, la Serie A prende tempo sulla candidatura di Malagò

La situazione politica all’interno del calcio italiano è particolarmente delicata.

La Serie A, che nella scorsa primavera aveva rivendicato un ruolo centrale nella governance federale, si trova adesso davanti alla possibilità di sostenere nuovamente Malagò, anche come risposta a quella parte della politica che aveva cercato di ostacolarne il percorso.

Eppure, almeno per il momento, i club preferiscono non esporsi.

Secondo quanto riferisce Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, i dirigenti che ad aprile avevano guidato il fronte favorevole all’ex presidente del CONI sembrano oggi più freddi, mentre diversi sostenitori evitano di prendere posizione per il timore di ritrovarsi in minoranza.

Anche molti protagonisti del patto nato dopo Zenica, inizialmente favorevoli alla candidatura, non hanno ancora manifestato pubblicamente le proprie intenzioni.

Malagò riunisce gli ex consiglieri federali: chiesti chiarimenti al CONI

Nel frattempo, Malagò ha riunito gli ex consiglieri federali per affrontare alcune questioni regolamentari ancora irrisolte.

Dall’incontro è emersa la volontà di chiedere chiarimenti al CONI su diversi aspetti legati al commissariamento e alle procedure federali.

Tra i dubbi figurano gli eventuali obblighi di tesseramento del commissario, attualmente un dirigente federale, e dei presidenti delle leghe, oltre alle possibili situazioni di conflitto d’interessi.

L’obiettivo è ottenere indicazioni precise prima di procedere, evitando errori formali che potrebbero compromettere il percorso elettorale.

Come sottolinea Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, il clima è caratterizzato dal timore di possibili ostacoli procedurali, tanto da spingere i protagonisti della vicenda a chiedere al CONI una linea da seguire scrupolosamente.

Servono undici firme: Malagò riparte dal 68% dei consensi

Sul piano strettamente elettorale, la ricandidatura di Giovanni Malagò potrebbe concretizzarsi in tempi molto rapidi.

Per presentarsi servono infatti undici firme, mentre nella precedente occasione ne erano state raccolte diciannove.

Secondo alcune valutazioni, le sottoscrizioni necessarie potrebbero arrivare anche nel giro di mezza giornata.

Resta inoltre un dato politico significativo: il 22 giugno Malagò era stato scelto con il 68% delle preferenze.

Un consenso importante che renderebbe difficile giustificare un eventuale cambio di strategia da parte delle componenti che avevano sostenuto la sua candidatura.

Il problema, dunque, non sembra essere tanto la possibilità concreta di ripresentarsi, quanto la volontà politica di ricostruire un fronte compatto.

Allenatori e calciatori aspettano la Lega Serie A

Un ruolo decisivo potrebbe essere giocato ancora una volta dalle componenti degli allenatori e dei calciatori.

Entrambe avevano contribuito a consolidare la prima candidatura di Malagò, ma adesso attendono un segnale dalla Lega Serie A.

«Tocca a loro ripresentare Malagò», è la posizione che circola negli ambienti federali.

Il patto tra Serie A, allenatori e calciatori sembrerebbe ancora esistente, nonostante alcune crepe emerse nelle ultime settimane.

Le tre componenti, considerate complessivamente, rappresentano circa il 48% dei voti, una quota molto vicina alla maggioranza.

Un’eventuale ricomposizione dell’alleanza potrebbe quindi diventare determinante per la prossima elezione.

FIGC, nodo segretario generale: Viglione verso il dopo Brunelli

Accanto alla questione della presidenza resta aperta anche quella relativa alla segreteria generale.

Brunelli sarebbe destinato a lasciare l’incarico, almeno nella sua attuale configurazione, mentre cresce l’ipotesi di un passaggio di consegne a Viglione.

Come evidenzia Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, molti si aspettano che il cambio possa avvenire il 15 dicembre, il giorno successivo alla votazione federale.

Anche questo passaggio rientra negli equilibri che dovranno essere definiti nelle prossime settimane.

Lega Pro e Dilettanti vicine, Abete non si candiderà

Nel quadro delle alleanze federali, Lega Pro e Dilettanti continuano a condividere diverse istanze e a mantenere una vicinanza soprattutto politica, più che strettamente elettorale.

Resta inoltre un elemento importante: Giancarlo Abete non scenderà in campo per la presidenza.

La corsa alla guida della FIGC entra dunque in una fase decisiva, con Malagò ancora al centro delle valutazioni ma senza una ricandidatura formalizzata.

Il 4 novembre si avvicina e la Serie A sarà chiamata a chiarire la propria posizione. Dopo il sostegno espresso nella precedente tornata, il calcio italiano attende di capire se il fronte favorevole a Malagò riuscirà a ricompattarsi oppure se emergeranno nuove soluzioni.

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Redazione Ilovepalermocalcio