PALERMO

Corriere dello Sport: “Euro 2032, corsa agli stadi: Roma sogna il bis, Palermo sfida Napoli per il Sud”

La corsa agli stadi che ospiteranno gli Europei del 2032 entra nella fase decisiva. Come racconta il Corriere dello Sport, entro la mezzanotte le città candidate dovranno presentare alla FIGC i rispettivi dossier, primo passo di un percorso che porterà alla scelta definitiva degli impianti destinati ad accogliere la manifestazione organizzata da Italia e Turchia.

Secondo il Corriere dello Sport, i progetti dovranno essere approvati, finanziati e pronti per l’avvio dei lavori entro marzo 2027. La tappa decisiva arriverà però a ottobre, quando sarà la UEFA a individuare le sedi ufficiali, imponendo il completamento degli interventi entro il 2031.


Tra le candidature spicca quella di Roma, che sogna un doppio riconoscimento con l’Olimpico e il futuro impianto di Pietralata. Il nuovo stadio della Roma, finanziato dalla famiglia Friedkin con un investimento superiore al miliardo di euro, rappresenta anche un importante progetto di riqualificazione urbana. Per l’Olimpico, invece, il ministro Andrea Abodi ha già annunciato interventi attraverso Sport e Salute per circa 130 milioni di euro.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, nella corsa sono già ben posizionati anche lo Stadium di Torino e il Franchi di Firenze, attualmente interessato dai lavori di riqualificazione finanziati con le risorse del PNRR.

Qualora Roma ottenesse entrambe le candidature, uno dei posti rimanenti sarebbe destinato con ogni probabilità al Mezzogiorno per garantire una distribuzione geografica equilibrata delle sedi. In questo scenario la sfida sarebbe tra Napoli, dove il progetto di riqualificazione del Maradona ha recentemente accelerato il proprio iter, e Palermo, che punta sul piano di rinnovamento del Renzo Barbera promosso dal City Football Group.

La FIGC presenterà una lista composta da cinque stadi titolari e cinque di riserva, in attesa della decisione definitiva della UEFA prevista per l’autunno.

Il Corriere dello Sport approfondisce anche i requisiti richiesti dall’UEFA per ottenere l’idoneità degli impianti. Francesco Medri, amministratore delegato di Protos, società specializzata in consulenza e certificazioni ingegneristiche, spiega che gli interventi richiesti riguardano tre ambiti principali: impiantistico, edilizio e urbanistico.

«Gli interventi impiantistici sono quelli più semplici da realizzare grazie alle competenze presenti in Italia. Più complessa è la parte edilizia, mentre il vero ostacolo nel nostro Paese resta quello urbanistico, legato soprattutto ai permessi», sottolinea Medri al Corriere dello Sport.

Il confronto con il resto d’Europa evidenzia il ritardo italiano. Tra il 2007 e il 2024 nel continente sono stati costruiti 226 nuovi stadi con investimenti complessivi pari a circa 25 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo in Italia sono sorti soltanto sei nuovi impianti.

«Per troppo tempo si è pensato esclusivamente alla capienza degli stadi, concependoli come semplici contenitori. Oggi, invece, devono essere strutture polifunzionali, vive tutto l’anno e capaci di offrire servizi ben oltre la partita», aggiunge Medri.

Tra i principali parametri fissati dall’UEFA figurano una capienza superiore ai 30 mila posti interamente a sedere, sedili con schienale di almeno 30 centimetri, visuale completamente libera sul terreno di gioco e almeno il 5% dei posti riservati ai tifosi ospiti con servizi dedicati, tra cui assistenza sanitaria, ristorazione e servizi igienici.

Il regolamento prevede inoltre tornelli elettronici con un varco ogni 660 spettatori, sistemi di videosorveglianza di ultima generazione, illuminazione principale e di emergenza, spogliatoi di almeno 55 metri quadrati, locali per fisioterapia, antidoping, assistenza medica e arbitri, oltre ad aree dedicate ai media e ai settori hospitality e premium.

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Redazione Ilovepalermocalcio