Il Palermo parte in prima fila nella corsa alla Serie A. A indicare i rosanero come principale riferimento del prossimo campionato di Serie B è Fabrizio Castori, intervistato da Tullio Calzone per il Corriere dello Sport. Il decano degli allenatori italiani in attività, forte del record di 640 panchine in cadetteria considerando anche Coppa Italia, playoff e playout, non ha dubbi sulle gerarchie iniziali del torneo.
«Il Palermo è la squadra da battere, semplicemente perché è la più forte. Ma anche lo scorso anno lo era eppure s’è dovuta arrendere al Catanzaro nei playoff. Dunque, mai dare niente per scontato», ha spiegato Castori nell’intervista concessa a Tullio Calzone per il Corriere dello Sport.
Castori indica le rivali del Palermo
Il tecnico si aspetta infatti una Serie B equilibrata e ricca di insidie. «Come al solito sarà un’annata combattuta e non sarà possibile mai abbassare la guardia. Ma la bellezza della categoria è esattamente questa imprevedibilità dei risultati, che rende tutto incerto e più bello».
Alle spalle del Palermo di Filippo Inzaghi, Castori individua innanzitutto nelle tre retrocesse dalla Serie A le principali concorrenti. «Verona, Pisa e Cremonese sono le altre candidate alla lotta per la A, non solo per le risorse del paracadute che hanno agevolato i rispettivi club sul mercato. Ma ci metto anche il Modena e il Padova, che hanno fatto una campagna acquisti significativa. Poi ci sarà la solita sorpresa, che può essere il Mantova, oppure altre squadre che ora sono impossibili da prevedere», sottolinea ancora Castori sulle colonne del Corriere dello Sport.
“Battere il Palermo è stata un’impresa”
Nell’intervista firmata da Tullio Calzone, spazio anche alla passata stagione e all’eliminazione del Palermo nei playoff per mano del Catanzaro. Castori riconosce i meriti della formazione calabrese: «È stata un’annata avvincente e imprevedibile. Il Catanzaro dei giovani ha meritato la finale. Battere il Palermo è stata un’impresa. Poi l’esperienza dei brianzoli ha avuto la meglio».
Proprio il Catanzaro è tra le squadre che hanno maggiormente impressionato Castori per organizzazione e proposta calcistica: «Mi è piaciuta anche l’organizzazione del Catanzaro di Aquilani». Parole che si aggiungono agli apprezzamenti riservati al Venezia di Stroppa e al Frosinone di Alvini.
Castori: “Troppi stranieri, bisogna ripartire dai vivai”
Un altro tema affrontato da Tullio Calzone sul Corriere dello Sport riguarda la valorizzazione dei giovani italiani. Per Castori la Serie B continua a rappresentare una palestra importante, ma il passaggio verso la massima categoria rimane problematico.
«Con i giovani servono coraggio e pazienza. Nelle Nazionali giovanili siamo fra i primi in Europa, poi bisogna capire perché si crea questo corto circuito con i grandi».
Castori individua anche alcune delle cause: «Non c’è una sola ragione. Certamente le regole non agevolano l’ingaggio di talenti italiani ed è fiscalmente più conveniente ingaggiare calciatori all’estero. Ma è anche una questione culturale e di mentalità».
Netta, infine, la sua posizione sulla presenza degli stranieri: «Sì, sono d’accordo: ci sono troppi calciatori che arrivano da altre nazioni e, soprattutto, molti non sono neanche migliori dei nostri. Bisogna ripartire dai vivai e da una visione maggiormente orientata al calcio domestico».
“Ho ancora voglia di verticalizzare e aggredire la porta”
Con oltre 1.500 panchine complessive tra professionisti e dilettanti, Castori non considera affatto conclusa la propria carriera. Il tecnico continua a riconoscersi in un calcio fatto di verticalità, profondità e aggressione degli spazi, con Arrigo Sacchi e Jürgen Klopp indicati come principali riferimenti.
«Seguo attentamente le evoluzioni e valuto i cambiamenti, ma resto fedele ai miei principi di gioco. Sono sempre arrivato a dei risultati mettendo in pratica le mie idee, che verifico in ogni partita. E niente mi ha ancora convinto a cambiarle».
E alla domanda di Tullio Calzone su quando tornerà in panchina, la risposta è immediata: «Mi auguro presto. Ho ancora voglia di verticalizzare e aggredire la porta avversaria».