Il Palermo scopre che in questa Serie B non esistono partite già vinte. Dopo cinque successi consecutivi tra Coppa Italia e campionato, i rosanero sono costretti a combattere e soffrire sul campo dell’Avellino, in una sfida che sulla carta poteva apparire sbilanciata ma che il terreno di gioco ha raccontato in maniera completamente diversa. È questo il punto centrale del commento di Tullio Calzone sul Corriere dello Sport: il campionato è ancora senza un padrone e nessuno può permettersi di considerare scontato il risultato.
L’Avellino di Nesta si dimostra infatti squadra concreta, organizzata e dotata di personalità. L’esperienza di Izzo rappresenta uno dei punti di riferimento, mentre Russo e Cheddira con le loro accelerazioni, insieme agli inserimenti di Besaggio e Palumbo, creano più di una difficoltà alla formazione di Filippo Inzaghi.
È proprio Cheddira a far tremare il Palermo. L’attaccante marocchino, già protagonista con il Bari arrivato a un passo dalla promozione in Serie A prima della beffa contro il Cagliari di Ranieri, mette in difficoltà i rosanero. La risposta della squadra di Inzaghi, però, è immediata.
Come sottolinea Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, la capacità del Palermo di rimettere subito in equilibrio la partita è soprattutto una dimostrazione di mentalità. I siciliani non accettano facilmente l’idea della sconfitta e, anche su un terreno complicato come quello del “Partenio”, continuano a pensare alla vittoria.
Palermo, personalità anche nelle difficoltà
Inzaghi deve inoltre affrontare la trasferta senza tre elementi importanti come Perin, Hernani e Strefezza. Nonostante le assenze, l’atteggiamento rimane quello di una squadra intenzionata a imporre la propria ambizione.
Una mentalità che comporta inevitabilmente anche dei rischi. Nel finale il Palermo si espone e l’Avellino costruisce le occasioni per conquistare l’intera posta. Serve un grande Fortin per evitare il peggio: nel recupero il portiere rosanero compie interventi decisivi prima su Cheddira e poi su Biasci.
Nella lettura proposta da Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, proprio gli ultimi minuti rappresentano una lezione importante. Quando non si riesce a dominare l’avversario, anche per i meriti di un Avellino ben preparato da Nesta, cercare comunque la vittoria significa inevitabilmente concedere qualcosa.
Chi considerava il successo del Palermo come l’unico risultato possibile, magari persino scontato, deve dunque rivedere le proprie valutazioni. La Serie B non concede pasti gratis e non fa sconti a nessuno.
Una Serie B ancora senza padrone
A confermarlo sono anche gli altri risultati. La Sampdoria di Insigne cade a Mantova contro l’altra capolista del torneo. La formazione di Modesto continua il proprio percorso grazie ancora a Ruocco, arrivato al quarto centro stagionale. I blucerchiati hanno anche l’opportunità di riequilibrare la partita, ma Lauritsen fallisce il calcio di rigore.
Ruocco resta così a una sola lunghezza dal capocannoniere Cristian Shpendi, protagonista assoluto del Cesena. La formazione guidata da Diamanti, però, si è fatta rimontare due reti dalla Cremonese di Pecchia, capace ancora una volta di mostrare grande caparbietà.
Tullio Calzone sul Corriere dello Sport chiude infine il proprio commento andando oltre il risultato del campo e sottolineando l’iniziativa del Cesena con “Connect Me Too”, servizio di audio-descrizione dedicato ai tifosi ciechi e ipovedenti. Una piattaforma attraverso la quale la partita contro la Cremonese è stata raccontata in maniera dettagliata ed emotiva, permettendo al calcio del “Manuzzi” di abbattere distanze e barriere.
Il messaggio che arriva dalla giornata è dunque chiaro soprattutto per il Palermo: essere indicati tra i protagonisti del campionato non significa avere la strada spianata. Per arrivare fino in fondo bisognerà lottare, soffrire e saper attraversare anche partite come quella del “Partenio”.