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Corriere dello Sport: “Baldini scuote la nazionale. Niente multe: «Chi sbaglia, va a casa»”

Silvio Baldini non si nasconde e, alla vigilia delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, lancia un messaggio forte al movimento calcistico italiano. Come racconta il Corriere dello Sport, il commissario tecnico ad interim della Nazionale guarda al presente senza alimentare discorsi sul proprio futuro sulla panchina azzurra.

«Per allenare una nazionale che ha vinto 4 titoli mondiali, 2 europei e un oro olimpico serve un certo curriculum e io non ce l’ho. I tifosi chiedono un cambiamento, ma non faccio il pavone. Vorrei vincere l’Europeo Under 21 nel 2027 e le Olimpiadi del 2028, soltanto dopo ci potrei pensare».


Baldini ha spiegato di considerare l’attuale incarico come un’opportunità arrivata in maniera inattesa dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon.

«Credo nel merito, sono qui perché Gattuso e Buffon si sono dimessi. Sono stato coinvolto da Gravina per queste due partite».

L’argomento centrale affrontato dal tecnico, però, riguarda la crisi del calcio italiano e le tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Baldini individua precise responsabilità nel sistema.

«Il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano ai loro interessi, non alla crescita del gioco. Li aiuta di più fare mercato con gli anziani. Spiego così la crisi. Non mi devo nascondere, l’ho sempre detto, mi diverto a chiamarli lestofanti. Finché non troveremo dirigenti seri, sarà un problema».

Per il tecnico toscano il nodo principale resta la scarsa valorizzazione dei giovani.

«L’esperienza si fa giocando. Se rimane limitata a poche presenze, il valore resta ingabbiato. Le nazionali giovanili producono risultati, manca il salto successivo. Dov’è il vantaggio di comprare un giocatore di 39 anni invece che investire su uno del vivaio?».

Il Corriere dello Sport sottolinea come Baldini abbia indicato anche una differenza strutturale tra il calcio italiano e quello delle principali potenze europee.

«I giovani portano entusiasmo, ritmo e velocità. Pensate al Psg e all’Aston Villa. Aggrediscono. I calciatori più adulti gestiscono palla e fatica. Vogliamo le ripartenze, ma ci fa comodo la densità, così respiriamo. Con un avversario di livello medio può bastare, altrimenti no».

Tra i temi affrontati anche la disponibilità di Gianluigi Donnarumma, unico tra i reduci dell’eliminazione di Zenica ad aver contattato il commissario tecnico.

«Gigio si è reso disponibile e non mi è parso vero. Altri non mi hanno chiamato, ma non ci ho pensato. Dopo una ferita così grande è normale».

Baldini guarda già alle Olimpiadi e vede nel portiere e in Pio Esposito due possibili punti di riferimento.

«Donnarumma e Pio Esposito li vedo in funzione olimpica, se ci qualificheremo per i Giochi».

Infine il tecnico ha spiegato anche il proprio metodo di gestione del gruppo a Coverciano.

«In campo porto la libertà di esprimere il talento, non voglio imprigionarli. Fuori non sono un comandante o un generale, ma bisogna inquadrare cosa facciamo e tenerlo bene a mente».

E sulle regole interne non lascia spazio a interpretazioni.

«Serve uno stile di vita, senza regole non ci sono principi e senza principi non si costruisce una squadra. Non faccio multe, non servono a chi sbaglia. Se uno non rispetta le regole, va a casa».

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Redazione Ilovepalermocalcio