La Federcalcio accelera sul futuro dell’Associazione Italiana Arbitri, tra ipotesi di commissariamento e la ricerca di una figura di altissimo profilo capace di guidare una rifondazione profonda. Come racconta Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, negli ambienti federali si lavora su due fronti: da un lato una task force di matrice giuridica impegnata a definire il possibile commissariamento, dall’altro la caccia a un nome «inattaccabile» che possa reggere l’urto delle inevitabili polemiche e rilanciare il sistema arbitrale italiano. Un’esigenza sottolineata più volte da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, che evidenzia come l’obiettivo sia riportare gli arbitri italiani ai vertici internazionali.
Il paradosso, infatti, è evidente: come ricorda Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, l’Italia continua a esprimere figure di riferimento nel panorama mondiale. Rosetti guida il settore arbitrale UEFA, Rizzoli è al vertice della Concacaf e Collina presiede la commissione arbitrale FIFA. Un patrimonio di competenze che potrebbe tornare utile proprio in questa fase di transizione.
Tra i nomi più caldi spicca quello di Nicola Rizzoli. Secondo quanto riferito da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, l’ex arbitro di Mirandola sarebbe il profilo più accreditato per guidare la rifondazione dell’AIA. Ci sarebbero stati contatti preliminari, un primo confronto interlocutorio, ma al momento senza sviluppi concreti. Non è la prima volta che Rizzoli viene accostato a un ritorno in Italia: già in passato il suo nome era circolato durante le dinamiche elettorali interne all’AIA, salvo poi restare alla guida del settore arbitrale della Concacaf, dove ha ottenuto risultati significativi.
Proprio il suo attuale status rappresenta però il principale ostacolo. Lasciare un ruolo internazionale consolidato per affrontare una situazione complessa come quella italiana non è una scelta semplice. Il classico interrogativo «chi me lo fa fare?» aleggia attorno alla candidatura, con la componente economica che – per il profilo di Rizzoli – non rappresenterebbe la leva decisiva.
Sul tavolo resta anche l’opzione Roberto Rosetti. Come sottolineato da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, il dirigente UEFA, legato da un rapporto solido con Ceferin, viene considerato più adatto a un ruolo tecnico, come quello di designatore o direttore arbitrale. Anche per lui, tuttavia, il discorso è analogo: lasciare una posizione centrale nel sistema europeo, dove è protagonista delle principali innovazioni arbitrali, non è un passaggio scontato.
In questo scenario complesso, la sensazione – ribadita da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport – è che la scelta finale dovrà essere forte e condivisa, anche in vista delle prossime scadenze elettorali del 22 giugno. Il futuro dell’AIA passa da qui: una guida autorevole capace di chiudere definitivamente una fase turbolenta e restituire stabilità e credibilità al sistema arbitrale italiano.