L’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali si arricchisce di nuovi elementi. Come riferisce il Corriere della Sera, le indagini coordinate dai magistrati milanesi si sono estese anche grazie a nuove intercettazioni autorizzate negli ultimi mesi, con un quarto episodio finito nel fascicolo che riguarda una partita della stagione in corso: Torino-Inter del 26 aprile 2026.
Secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera, rispetto all’originario invito a comparire notificato lo scorso 24 aprile, il nuovo provvedimento amplia il quadro investigativo. Alle gare già oggetto dell’indagine — Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile 2025 — si aggiunge ora anche Torino-Inter disputata il 26 aprile 2026.
L’ipotesi formulata dalla Procura riguarda il presunto ruolo dell’allora designatore arbitrale Gianluca Rocchi, accusato di aver «fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto svolgimento della competizione». Come evidenzia il Corriere della Sera, nella nuova contestazione i magistrati ipotizzano che Rocchi avrebbe agito «in concorso con esponenti della società sportiva Inter» e «previo concerto con costoro», richiamando presunti rapporti preferenziali con l’allora presidente della FIGC Gabriele Gravina.
Il quotidiano precisa tuttavia che né Gravina né dirigenti dell’Inter risultano iscritti nel registro degli indagati.
Nei giorni scorsi Rocchi, assistito dagli avvocati Antonio D’Avirro e Antonio Bana, ha scelto di rispondere alle domande del pubblico ministero Maurizio Ascione e del procuratore aggiunto Paolo Ielo, diversamente da quanto avvenuto nella precedente convocazione del 30 aprile, quando si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Come ricostruisce ancora il Corriere della Sera, le indagini inizialmente si fondavano sulle intercettazioni autorizzate nell’aprile del 2025 dall’allora giudice per le indagini preliminari Anna Calabi, che successivamente aveva negato una proroga ritenendo esaurita l’efficacia investigativa di quello strumento.
Successivamente, con il progressivo sviluppo dell’inchiesta, la nuova giudice per le indagini preliminari Giulia Marozzi avrebbe autorizzato la riattivazione di una parte delle intercettazioni richieste dalla Procura.
Secondo l’ipotesi investigativa riportata dal Corriere della Sera, proprio nei giorni precedenti all’autosospensione di Rocchi dal ruolo di designatore arbitrale — avvenuta il 25 aprile scorso — sarebbe stato intercettato un colloquio nel quale un dirigente dell’AIA gli avrebbe riferito il malcontento dell’Inter per la designazione dell’arbitro Maurizio Mariani in occasione di Torino-Inter.
Nel corso dell’interrogatorio Rocchi avrebbe spiegato ai magistrati di aver difeso quella designazione, ritenendola corretta nonostante le contestazioni che gli erano state riferite come provenienti dall’ambiente nerazzurro.
Il Corriere della Sera segnala infine un elemento favorevole alla posizione dell’ex designatore: nella nuova contestazione è infatti scomparso il capitolo relativo alle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone, inizialmente inserito tra le ipotesi di reato. Si tratta delle presunte pressioni esercitate per modificare in tempo reale le valutazioni dei VAR durante alcune gare.
Mentre proseguono gli accertamenti della Procura, Rocchi continua a confidare nell’archiviazione della propria posizione. Nel frattempo, l’AIA ha già avviato il nuovo corso arbitrale nominando Daniele Orsato come nuovo designatore della CAN A e B.