Un fallimento che pesa più degli altri, per come è maturato e per ciò che lascia. Paolo Condò, sulle colonne del Corriere della Sera, analizza l’eliminazione dell’Italia parlando di una partita «difficile da decrittare», segnata da episodi, errori e rimpianti enormi. Il Corriere della Sera, nel commento di Paolo Condò, sottolinea come la Nazionale sia arrivata a un passo dalla qualificazione prima di crollare definitivamente.
Nel racconto del Corriere della Sera, Condò evidenzia come gli azzurri fossero avanti fino a pochi minuti dalla fine grazie a «un gol regalato dal portiere bosniaco», ma senza mai avere il controllo totale del match. Una partita fragile, resa ancora più complicata dall’espulsione di Bastoni, definita da Condò sul Corriere della Sera «da principiante».
Nonostante l’inferiorità numerica, l’Italia ha avuto le sue occasioni. Come sottolinea il Corriere della Sera nel pezzo di Paolo Condò, «tre occasioni (una d’oro) per il raddoppio» avrebbero potuto chiudere la gara. A questo si aggiunge il sospetto sull’azione del pareggio: «La chiara impressione che il pari bosniaco fosse irregolare». Elementi che, secondo Condò sul Corriere della Sera, alimentano rimpianti ancora più grandi rispetto alle precedenti eliminazioni.
Dal punto di vista tattico, il Corriere della Sera riporta l’analisi di Paolo Condò su una scelta chiave: abbassarsi troppo. «Gattuso ha piazzato il pullman davanti alla porta», una strategia che però non ha retto nel lungo periodo. L’Italia ha concesso troppo, permettendo alla Bosnia di attaccare con continuità e portare numerosi palloni in area.
Condò, nel suo intervento sul Corriere della Sera, sottolinea anche le difficoltà nella gestione del gioco: «L’Italia ha corso dei pericoli senza riuscire a crearne», nonostante gli spazi a disposizione. Un limite che fotografa le difficoltà strutturali della squadra.
Il momento chiave resta il pareggio: secondo il Corriere della Sera e Paolo Condò, «Turpin non si accorge che nell’azione Dzeko tocca il pallone col braccio». Un episodio che cambia l’inerzia e trascina la gara ai supplementari.
Nel finale, l’Italia prova l’assalto disperato, ma senza la qualità del passato. Condò, sul Corriere della Sera, chiude con un’immagine simbolica: «Ma Totti non c’è, Grosso nemmeno, e Gattuso non basta». Un confronto impietoso con una generazione che sapeva decidere le partite nei momenti chiave.
Il verdetto è netto. Come evidenzia il Corriere della Sera nel commento di Paolo Condò, questa eliminazione rappresenta «il capolinea di un percorso negativo», da cui ripartire con basi completamente nuove.