Il Palermo è la principale candidata alla promozione in Serie A, ma l’Ascoli ha tutte le qualità per continuare a sorprendere e ritagliarsi un ruolo importante nella corsa ai vertici della classifica. Ne è convinto Gigi Grassi, ex trequartista bianconero e protagonista della promozione in Serie B nella stagione 2014/15, che ha analizzato il momento della squadra di Francesco Tomei in un’intervista concessa al Corriere Adriatico.
L’ex calciatore ha parlato del gioco espresso dall’Ascoli, dei protagonisti della formazione marchigiana e soprattutto della sfida di venerdì sera contro il Palermo di Filippo Inzaghi, capolista del campionato.
Il passaggio più significativo dell’intervista al Corriere Adriatico riguarda proprio il confronto tra Ascoli e Palermo, in programma venerdì alle 20:30 allo stadio Del Duca.
E adesso arriva il Palermo capolista.
«Sarà una partita di cartello con uno stadio infuocato e il Del Duca sarà pieno come sempre. Il Palermo è la favorita assoluta in questa B, ha un mister esperto in promozioni e penso arriverà primo se proseguirà con questo trend. Ha giocatori di categoria superiore. Ma dal secondo posto in giù, se l’Ascoli continua così, potrà togliersi enormi soddisfazioni. Rivedo una similitudine con quando andai via da Ascoli per andare alla Spal: vincemmo la C e l’anno dopo andammo subito in A. Comunque occhio anche a Modena e Mantova, le ho viste giocare e sono ottime formazioni. Il Modena ha il Gallo Belotti che in Serie B si diverte e segna a raffica».
Parole che confermano la grande considerazione nei confronti della squadra di Inzaghi, ma anche la fiducia nelle possibilità dei bianconeri.
Nel corso dell’intervista pubblicata dal Corriere Adriatico, Grassi ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’allenatore Francesco Tomei.
Gigi, quanto segui questo Ascoli?
«Quando posso torno sempre a vedere l’Ascoli dal vivo. Devo dire che gioca meglio quest’anno rispetto allo scorso campionato: esprime un vero calcio e i risultati arrivano proprio attraverso la manovra. È una squadra bella da vedere che non perde mai la sua identità».
Qual è l’arma segreta della squadra di Tomei?
«Sono stati bravi il club e il direttore sportivo a mantenere l’ossatura dell’anno scorso e i nuovi arrivati sono tutti estremamente funzionali. Vedo l’intera rosa coinvolta: oltre all’ottimo possesso palla, c’è una fortissima riaggressione immediata quando si perde la sfera, ed è un aspetto fondamentale. Il campionato è lungo ed è giusto gestire i ragazzi con il turnover. Poi si vede che sono tutti attaccati alla maglia, ad Ascoli servono elementi così, sono quelli che piacciono alla gente».
L’ex trequartista bianconero ha poi analizzato i numeri della squadra, sottolineando l’importanza del lavoro collettivo.
Miglior difesa e attacco prolifico: come si spiegano questi numeri?
«Sono traguardi raggiungibili solo grazie a un grande lavoro di squadra, dell’allenatore e dello staff. La squadra segue Tomei in tutto e per tutto. Chi non gioca ha fame di giocare e di poter dare il massimo, sono tutti sempre sul pezzo».
C’è un singolo in particolare che ti ha conquistato?
«Sicuramente Silipo, per caratteristiche è un mancino come me, salta l’uomo e, anche se ha un ruolo diverso dal mio, è di grandissima qualità. Un altro che mi piace tantissimo è Damiani, fondamentale per far girare la squadra, ma oggettivamente sono tutti bravissimi: chi gioca titolare e chi subentra è sullo stesso piano».
Un riconoscimento importante anche per Andrea Silipo e Samuele Damiani, entrambi ex Palermo e pronti a ritrovare i rosanero da avversari.
L’Ascoli arriva alla sfida contro il Palermo dopo lo 0-0 sul campo dell’Arezzo, risultato che ha consentito ai bianconeri di allungare a sei la serie di partite consecutive senza sconfitte.
Che opinione ti sei fatto del pareggio di Arezzo nel giorno del 128° compleanno del Picchio?
«È stata una sfida molto sentita. L’Arezzo ha studiato bene l’Ascoli e si è difeso con le giuste accortezze; quando le rivali si chiudono così portano via il pari, mentre chi affronta i bianconeri a viso aperto prende imbarcate, pensiamo al Catanzaro. In trasferta dare continuità ai risultati è fondamentale. Peccato solo che ad Arezzo non siano potuti entrare più dei 600 tifosi, il calcio vive del tifo».
Nella parte conclusiva dell’intervista al Corriere Adriatico, Grassi ha ricordato il rapporto speciale con la tifoseria ascolana e le emozioni vissute durante la sua esperienza in bianconero.
Un messaggio finale ai tifosi bianconeri che, dopo tanti anni, sono potuti tornare a sostenere la squadra nell’ex Curva Sud, molto più a ridosso del terreno di gioco.
«Non c’è più la Curva Sud di quando giocavo io, era spettacolare e ho ricordi bellissimi. Amo Ascoli, quei momenti li porto nel cuore: ho persino stampato a casa la foto di me che esulto sotto la Sud. Ai tifosi dico di godersi questo spettacolo che stanno vivendo perché se lo meritano per il loro supporto e calore. Sono una forza e un valore aggiunto nella categoria».
Un legame rimasto intatto nel tempo, quello tra Grassi e la città marchigiana, che si prepara a vivere una delle partite più attese della stagione.
Venerdì sera il Del Duca ospiterà una sfida di alta classifica: da una parte il Palermo, indicato dall’ex trequartista come principale favorito per la promozione, dall’altra un Ascoli che vuole continuare a sorprendere.