Stefano Colantuono guarda con fiducia alla prossima Serie B e individua nel Palermo una delle principali candidate alla promozione. L’ex tecnico, intervistato dal Corriere dello Sport, ha analizzato il campionato cadetto, soffermandosi anche sulle difficoltà del calcio italiano, sulla valorizzazione dei giovani e sul nuovo corso della Figc guidato da Giovanni Malagò.
Nel corso dell’intervista al Corriere dello Sport, Colantuono ha definito la Serie B un torneo estremamente competitivo.
«La B è un campionato lungo, logorante, che va affrontato con equilibrio. I giovani sono fondamentali e la loro freschezza può aiutare. Ma servono anche i giocatori esperti. La novità? Sicuramente il Catanzaro. Ciro Polito, che è stato un mio calciatore, si è rivelato competente. Ha fatto un lavoro importante».
L’ex allenatore si è poi soffermato sul tema delle retrocessioni e delle difficoltà economiche che affrontano i club.
«Una retrocessione non si assorbe con facilità. Poi c’è tantissima differenza tra A, B e C. Si dovrebbe rivedere qualcosa. La B dovrebbe essere un serbatoio per la A. Invece, per un club italiano è più conveniente prendere un giocatore straniero».
Secondo Colantuono, il sistema attuale finisce per penalizzare la crescita dei talenti italiani.
«Cercando giocatori all’estero, fai prima e risparmi. E così ci perdono i nostri talenti e la Nazionale».
L’allenatore ha espresso anche piena fiducia nel nuovo presidente federale Giovanni Malagò.
«Giovanni Malagò è un grande dirigente. Sono contento che sia diventato presidente della Figc. Mettere gente di calcio nei ruoli chiave è già un passo importante. Ma ci vorrà pazienza».
Per Colantuono il problema principale resta la scarsa pazienza nei confronti dei giovani e degli allenatori.
«Siamo il Paese con la media più alta di allenatori esonerati. Non c’è pazienza: perdi due partite e sei in discussione. Dovrebbe esserci concesso più tempo per ottenere i risultati».
L’ex tecnico, sempre al Corriere dello Sport, ha poi evidenziato l’importanza delle seconde squadre e dei settori giovanili.
«Ai giovani devi dare il tempo di maturare. Ad esempio, quello delle seconde squadre è un discorso su cui insistere. Il campionato di Lega Pro è importante».
E ancora:
«A volte il settore giovanile viene vissuto come un peso. Bisognerebbe destinare più risorse ai settori giovanili, magari prevedendo delle premialità come ha fatto la Serie B attraverso il meccanismo del minutaggio».
In chiusura, Colantuono ha dedicato un pensiero alle grandi piazze del calcio italiano, tra cui anche il Palermo.
«A Salerno sono stato sei anni e sono rimasto legato in modo profondo alla città. Ho fatto il tifo per il mio amico Serse. Speriamo che riporti la Salernitana dove merita. I granata non possono fare la Lega Pro. E questo vale anche per piazze come Bari e Palermo, dove sono stato. Meriterebbero tutte di stare in A. Il talento del futuro? Palestra, non ho dubbi».