Massimo Coda riparte da svincolato, ma con un record che difficilmente verrà dimenticato. L’attaccante campano ha chiuso la propria esperienza alla Sampdoria e guarda al futuro con la voglia di continuare a segnare. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il bomber che detiene il primato assoluto di reti in Serie B non nasconde l’ambizione di migliorare ulteriormente il suo bottino.
Ripercorrendo le ultime due stagioni in blucerchiato, Coda ammette senza giri di parole: «L’unica cosa davvero positiva di questo biennio è stato il record. Sono stati due anni pesanti, trascorsi a lottare per non retrocedere. Una situazione che né l’ambiente né io siamo abituati ad accettare. La mia storia dice che riesco a rendere al meglio nelle squadre costruite per vincere».
Nel corso dell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l’attaccante ha ricordato con affetto le esperienze vissute sotto la Lanterna: «Al Genoa porto nel cuore la promozione in Serie A. Alla Sampdoria, invece, nonostante tutte le difficoltà, mi resterà l’affetto della gente».
I numeri raccontano una stagione particolare. Nove gol nel girone d’andata e nessuno nel ritorno, una situazione insolita per un attaccante della sua esperienza. Coda spiega così il calo realizzativo: «Un po’ per scelte tecniche e un po’ per un piccolo infortunio che mi ha limitato. Ho avuto poche occasioni per giocare con continuità. Peccato, perché penso che sarei arrivato tranquillamente a quota 15 reti. Senza quei nove gol dell’andata, poi, chissà come sarebbe finita la stagione della Sampdoria».
Nel colloquio con la Gazzetta dello Sport, Coda ha analizzato anche le difficoltà vissute dal club blucerchiato negli ultimi anni: «Chi affronta la Sampdoria mette sempre qualcosa in più. Noi spesso siamo diventati una squadra che pensava prima a non perdere che a vincere. In una piazza così non è semplice. Non credo però che la società abbia commesso errori clamorosi, forse soltanto l’esonero di Pirlo dopo appena tre giornate».
Adesso il centravanti è alla ricerca di una nuova avventura. Al momento non sono arrivate chiamate concrete, ma la volontà è quella di trovare una sistemazione prima dell’inizio della preparazione estiva: «Vorrei aggregarmi subito a un gruppo e iniziare il ritiro con i compagni. Ho bisogno di lavorare fin dall’inizio per essere subito pronto».
Chi pensa che i 37 anni rappresentino un limite potrebbe ricredersi. Coda, infatti, lancia un messaggio chiaro alle pretendenti: «Guardate i primi sei mesi della scorsa stagione. Con fiducia e in una squadra che vuole vincere posso ancora arrivare tranquillamente a 15 gol».
L’obiettivo personale è altrettanto ambizioso. Alla domanda sulla possibilità di fermarsi a quota 150 reti, il bomber risponde con un sorriso: «Poco poco. Credo sia giusto puntare a 160».
L’attaccante si gode anche il prestigio di essere entrato nella storia del campionato cadetto: «Me ne sto rendendo conto soltanto adesso. Quando ho segnato il gol del record avevamo perso a Bolzano e non c’era molto da festeggiare. Però i compagni a Bogliasco mi hanno tributato un applauso speciale e quello è stato un momento che porterò sempre con me».
Tra i possibili eredi del suo primato, Coda individua Joel Pohjanpalo, anche se la strada appare ancora lunga: «Potrebbe essere lui il più pericoloso. Però servirebbero almeno quattro stagioni consecutive sopra i venti gol. Non è semplice».
Infine uno sguardo ai giovani attaccanti emergenti: «Pio Esposito è probabilmente il più forte che abbia visto in Serie B negli ultimi anni». E sul futuro da allenatore o formatore di attaccanti, la risposta è chiara: «Ci penserò tra tre anni. Adesso devo ancora segnare».