Alessandro Diamanti si racconta tra passato da calciatore e presente da allenatore. Ospite del podcast Doppio passo, l’ex centrocampista ha ripercorso alcune tappe significative della propria carriera, soffermandosi sulla passione per il lavoro in panchina, sulle esperienze all’estero e sul sogno della Nazionale. Le sue parole sono state riprese da Il Resto del Carlino.
Il passaggio dal campo alla panchina è maturato gradualmente, soprattutto negli ultimi anni della carriera da giocatore, quando Diamanti ha iniziato a interessarsi sempre di più al lavoro degli allenatori.
«Negli ultimi 7-8 anni di carriera mi sono tanto appassionato al capire e all’essere curioso di quello che gli allenatori fanno. Io mi sentivo già un motivatore in campo», ha raccontato. Una passione che lo ha spinto a intraprendere il nuovo percorso una volta appesi gli scarpini al chiodo: «Più che una vocazione, la vedo come una cosa che mi piace, e devo dire che mi piace sempre di più».
Nel suo percorso, ogni allenatore incontrato ha lasciato un insegnamento importante. «Tutti mi hanno lasciato qualcosa di importante. Ciascuno ti insegna qualcosa, poi tu devi essere bravo a prendere le cose giuste e lasciare quelle sbagliate», ha spiegato, sottolineando anche il valore delle esperienze vissute lontano dall’Italia.
Diamanti ha ricordato anche le avventure internazionali, considerate fondamentali per la propria crescita personale. «Sono state due esperienze estremamente formative per la mia vita. Non parlavo inglese, ma il calcio è il calcio», ha dichiarato.
Dopo l’esperienza in Inghilterra, il centrocampista decise di tornare in Italia con l’obiettivo di conquistare la convocazione in Nazionale, traguardo poi raggiunto. Diverso, invece, il giudizio sull’avventura in Cina: «Forse ci sono andato troppo presto».
Indossare la maglia azzurra e vivere da vicino il mondo della Nazionale ha rappresentato uno dei momenti più significativi della sua carriera. «Mettere piede a Coverciano è un’emozione incredibile. Giocare per la Nazionale è il sogno di ogni bambino che inizia a tirar calci a un pallone», ha ricordato.
Tra i tanti aneddoti legati agli inizi della carriera, Diamanti ha condiviso anche un ricordo legato al suo primo stipendio da calciatore. Un momento rimasto impresso nella memoria, accompagnato da un acquisto particolare: «Mi ricordo ancora, come se fosse ieri: ho comprato un Booster rosa usato. Ho preso la busta dalla società e sono andato a pagare il cinquantino».
Un ricordo semplice, ma significativo, che riporta Diamanti agli esordi di un percorso costruito tra sacrifici, esperienze internazionali e la realizzazione del sogno di vestire la maglia della Nazionale. Oggi, una nuova sfida lo attende in panchina, con la stessa passione che lo accompagnava quando era ancora protagonista sul terreno di gioco.