Il Catanzaro continua a sognare la Serie A e, alla vigilia della finale playoff contro il Monza, il presidente Floriano Noto ha raccontato a La Repubblica la filosofia e il percorso che hanno portato i giallorossi a giocarsi la promozione quarant’anni dopo l’ultima apparizione nella massima serie.
Noto ha parlato subito del doppio confronto vinto contro il Palermo: «È stata un’ulteriore iniezione di fiducia, anche se mi piace sottolineare che non è nata solo da quella doppia sfida. Durante tutta la stagione abbiamo dimostrato di poter competere alla pari con le squadre più attrezzate del campionato. Il Palermo è una realtà costruita per vincere, con valori tecnici e strutturali importanti, e superarlo – con pieno merito – rafforza la consapevolezza di questo gruppo».
Il presidente del Catanzaro ha poi esaltato la mentalità della squadra: «Quello che mi rende orgoglioso è la continuità di atteggiamento: questa squadra non si è mai sentita inferiore a nessuno».
Analizzando le due semifinali playoff, Noto ha spiegato: «La gara d’andata è stata quasi perfetta per intensità, qualità e interpretazione. Al ritorno sapevamo che sarebbe stata una partita completamente diversa, molto più sporca e sofferta. Mi ha colpito la reazione dopo lo svantaggio iniziale: la squadra non si è mai disunita, ha continuato a giocare e a proporre la propria idea di calcio».
Sulle tensioni avvenute al Barbera, il patron giallorosso ha preferito non alimentare ulteriori polemiche: «Preferirei non tornare su quei fatti. Ci sono le autorità competenti che stanno facendo il loro lavoro e ci affidiamo completamente al loro operato. Dispiace vedere episodi del genere finire per oscurare il valore sportivo di partite così importanti».
Guardando alla finale contro il Monza, Noto ha riconosciuto il valore dei brianzoli: «Se guardiamo numeri e monte ingaggi, il confronto sarebbe impari. Il Monza è una squadra costruita con investimenti importanti e calciatori di categorie superiori. Noi però abbiamo costruito un’identità diversa, fatta di organizzazione, spirito di gruppo e appartenenza».
Nel corso dell’intervista a La Repubblica, Floriano Noto ha rivendicato la crescita costante del Catanzaro negli ultimi anni: «Lo considero il frutto di un percorso costruito nel tempo, non di un episodio isolato. Abbiamo sempre cercato equilibrio tra sostenibilità economica e competitività sportiva».
Parole importanti anche per Alberto Aquilani: «Conoscevo già le sue qualità, ma mi ha confermato la sua capacità di lavorare con i giovani e di trasmettere intensità quotidiana al gruppo». Noto ha poi svelato un retroscena: «Due anni fa chiamai personalmente Aquilani perché era un profilo che mi piaceva molto. Lui decise di fermarsi un anno, ma dentro di me era rimasta la convinzione che fosse l’allenatore giusto per il Catanzaro».
Il presidente giallorosso ha inoltre parlato del valore dell’identità territoriale: «Per una squadra come il Catanzaro l’identità non è un dettaglio, ma una parte sostanziale del progetto sportivo e umano. Avere in rosa giocatori come Iemmello significa poter contare su qualcosa che va oltre la tattica».
Tra i leader della squadra, Noto ha voluto sottolineare anche il ruolo di Brighenti: «Un professionista straordinario, un modello da seguire per tutti i giovani».
Infine, uno sguardo al futuro e al sogno Serie A: «Al solo pensiero vengono i brividi. Se dovesse accadere, sarebbe il risultato di un percorso collettivo che appartiene a tutta la città».