Vigilia di big match per il Catanzaro. In conferenza stampa Alberto Aquilani presenta la sfida contro il Frosinone con parole che mescolano consapevolezza e ambizione.
«Stiamo vivendo un buon momento, ma nel calcio non ci si può mai accontentare. Abbiamo messo dentro alle partite una maturità importante, c’è più consapevolezza. Quando arrivano i risultati, anche il lavoro settimanale diventa più semplice. Stiamo bene».
«All’andata abbiamo lasciato qualcosa»
L’avversario è di quelli pesanti: «Affrontiamo una squadra che all’andata è stata prima in classifica, con valori importanti. Ma anche noi oggi siamo una squadra importante e dobbiamo saperlo e dimostrarlo. Abbiamo rivisto quella partita perché quando perdi c’è sempre qualcosa da migliorare».
Obiettivo chiaro: «Domani vogliamo vincere e per farlo servirà una partita di altissimo livello sotto tutti i punti di vista».
Aquilani riconosce il lavoro di Alvini: «Hanno mantenuto un’ossatura importante, ci sono giocatori che faranno la Serie A. Vale tre punti, ma può darci la quinta vittoria consecutiva e restituirci qualcosa che all’andata abbiamo lasciato per strada. Non possiamo abbassare la guardia».
«La nostra forza è il gruppo»
Spazio anche alla gestione dello spogliatoio: «Sono sempre stato chiaro con tutti. Le scelte si fanno in base a quello che vediamo in allenamento e in partita. Ho tanti calciatori che mi mettono in difficoltà perché sono tutti dentro al progetto. La vera forza è questo gruppo unito e coeso».
Determinanti saranno anche i dettagli: «Vincere i duelli sarà fondamentale. Il 30% dei gol nasce da situazioni da fermo, in questa categoria sono un fattore enorme. Il Frosinone è molto pericoloso».
«Non pensiamo di aver già fatto abbastanza»
Aquilani si sofferma anche sul proprio percorso: «Sono cresciuto molto. Abbiamo attraversato il mare, a volte piatto, a volte in tempesta. Certi momenti ti portano a riflettere e a migliorare. Credo di aver fatto crescere qualche ragazzo, ma anche loro hanno fatto crescere me».
Infine il messaggio alla squadra: «Non dobbiamo pensare di aver già fatto abbastanza. Sarebbe la morte calcistica. Dobbiamo cancellare quello che è stato, guardare avanti e migliorare ogni giorno».