CATANIA – Un progetto ambizioso, una piazza esigente e una pressione costante. L’amministratore delegato del Catania FC, Vincenzo Grella, si racconta in un’intervista al Sydney Morning Herald, tracciando un quadro lucido e intenso della realtà rossazzurra.
Come evidenzia il Sydney Morning Herald, Grella utilizza un’immagine simbolica per descrivere il club: «La potenza. Questa città è come un vulcano: può essere calma e silenziosa, poi all’improvviso ti travolge». Un paragone che racchiude l’essenza di una piazza passionale e imprevedibile.
Il dirigente rossazzurro, sottolinea il Sydney Morning Herald, ha toccato con mano questa energia: «Abbiamo aperto lo stadio per un allenamento e sono arrivate 3.000 persone. Hanno incitato la squadra come fosse una finale di Champions League. Questa è una passione impagabile, ma anche una forza enorme». Una forza che, però, può diventare pressione: «Se un giorno ti voltano le spalle, diventano come il vulcano».
Nel racconto del Sydney Morning Herald, emerge anche la consapevolezza di un progetto in ritardo rispetto alle aspettative. Il Catania è ancora in Serie C dopo tre stagioni e l’obiettivo della Serie B, primo passo verso la A, non è stato ancora centrato. «Quello che è successo ieri mi tiene sveglio la notte. Dobbiamo far funzionare questo progetto. Non c’è motivo per cui non possiamo arrivare in Serie A», ha dichiarato Grella.
Il dirigente non si nasconde davanti alle difficoltà: «È stato un percorso accidentato e la gente non ci ha mai concesso il beneficio del dubbio». Una pressione che, però, non lo spaventa: «Non lo faccio per i soldi. Guadagnavo quattro volte tanto da agente. Ho bisogno di qualcosa di più, e questo progetto è speciale».
Nel corso dell’intervista al Sydney Morning Herald, Grella ha difeso con forza il presidente Pelligra: «Quello che ha fatto per questo club è enorme. Viene in Italia 14 volte in una stagione, ha investito senza mai dire “è troppo”. Non merita le critiche». Parole decise, accompagnate da una presa di responsabilità totale: «Se qualcuno deve essere criticato, che vengano da me. Sono io a gestire il club».
Infine, un passaggio che sintetizza il senso del progetto: «Se non arriveranno i risultati, il responsabile sarò io. Ma dobbiamo restare fedeli ai nostri valori. Questa è la loro città, è il loro club. Noi siamo solo custodi».