Arriva un primo punto fermo nell’inchiesta che sta scuotendo il calcio italiano. Come riportato da Gazzetta.it, non risultano indagati né l’Inter né altri club, nonostante le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sulle presunte designazioni “gradite”.
Secondo quanto evidenzia Gazzetta.it, gli indagati restano al momento circoscritti al mondo arbitrale: in primis Rocchi e Gervasoni, ai quali si aggiungono altri nomi non ancora resi noti. Nessun dirigente, calciatore o società compare nel registro degli indagati.
Un chiarimento importante, sottolinea più volte Gazzetta.it, soprattutto alla luce del passaggio dell’inchiesta in cui si ipotizzava che Rocchi avrebbe scelto arbitri «graditi all’Inter». Un elemento che aveva alimentato dubbi e interpretazioni, ora ridimensionati dall’assenza di coinvolgimenti diretti dei club.
Come ricostruisce Gazzetta.it, l’indagine sarebbe stata avviata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, con una durata complessiva che potrebbe arrivare a 18 mesi. Un arco temporale che porterà, nelle prossime fasi, al deposito degli atti e all’eventuale pubblicazione di intercettazioni.
Sul piano sportivo, Gazzetta.it indica anche le partite attualmente al centro degli accertamenti: Udinese-Parma, Inter-Verona e Bologna-Inter in Serie A, Inter-Milan in Coppa Italia e Salernitana-Modena in Serie B. Un elenco che, come evidenzia Gazzetta.it, potrebbe ampliarsi nel corso delle indagini.
Altro elemento rilevante riguarda il perimetro temporale: l’inchiesta, sottolinea Gazzetta.it, non coinvolge partite del campionato in corso, ma si concentra esclusivamente su episodi delle stagioni precedenti.
Un quadro che va definendosi progressivamente, mentre restano aperti i fronti giudiziari e sportivi di una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo.