SERIE A

Caso Rocchi, il sistema “carta forbice pietra”. De Meo accusa: «Segnali dalla sala Var, era una consuetudine»

Nuove rivelazioni scuotono il mondo arbitrale italiano nel pieno dell’inchiesta della Procura di Milano. Secondo quanto riportato dall’AGI, l’ex arbitro De Meo ha parlato apertamente di un presunto sistema di comunicazione non ufficiale all’interno della sala VAR di Lissone, basato su segnali gestuali condivisi.

Intervenuto all’AGI, De Meo ha spiegato:
«Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del ‘sasso-carta-forbice’».


Un sistema che, sempre secondo quanto dichiarato all’AGI, non sarebbe stato episodico ma diffuso:
«Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine. Tutti sapevano e vivevano con malumore».

Come evidenzia l’AGI, queste pratiche — se confermate — rappresenterebbero una violazione diretta del protocollo VAR, che prevede autonomia totale per gli ufficiali di gara presenti in sala:
«I Var e gli Avar sono designati proprio per essere autonomi: nessuno può intervenire dall’esterno», ha sottolineato De Meo.

Il punto più delicato, secondo quanto riportato dall’AGI, riguarda però l’eventuale utilizzo non uniforme di questi segnali:
«Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no? In questo modo si finiva per falsare il campionato».

Dichiarazioni pesanti, che si inseriscono in un contesto già esplosivo e che potrebbero rappresentare un ulteriore elemento di approfondimento nell’ambito dell’indagine in corso.

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Redazione Ilovepalermocalcio