Caos Avellino: il palermitano Silvestri pronto ad andarsene. Plescia…

L’edizione odierna de “Il Mattino” si sofferma sulla situazione in casa Avellino, che dopo il flop ai playoff potrebbe vedere molti dei suoi calciatori lasciare il club.

Nell’indifferenza della tifoseria e della stessa società, ma soprattutto senza avere alcun obiettivo da perseguire o appuntamento da onorare, calciatori e tecnici biancoverdi rientreranno questa mattina in sede per riprendere gli allenamenti. Un atto regolamentato dal contratto ma che, in questa fase, appare sempre più marcatamente punitivo verso i componenti di un organico che hanno deluso le aspettative concludendo la stagione in largo anticipo, cosa che non accadeva dal 2012. Quell’estate, senza post season, Enzo De Vito e Massimo Rastelli pianificarono la rinascita. Il direttore sportivo di Capriglia, esattamente come accaduto quest’anno quando è stato ingaggiato dal presidente Angelo D’Agostino a mercato chiuso per sostituire Salvatore Di Somma, all’epoca ricevette il testimone da Nicola Dionisio.

Fallito il primo tentativo di andare in B con Giovanni Bucaro (chiuse con una tranquilla salvezza a 40 punti), a fine maggio De Vito pescò Rastelli a Portogruaro ma soprattutto pianificò con largo anticipo la stagione del riscatto allestendo una rosa con giovani emergenti, come Zappocosta e Izzo, che andarono a sposarsi alla perfezione con leader come Castaldo e Biancolino, big che si rivelarono degli autentici trascinatori. Sulla scia di quell’esperienza non è pertanto da escludere che, al netto di una rosa dove ci sono 23 calciatori sotto contratto, qualcuno possa effettivamente fare ancora al caso dell’Avellino anche perché appare davvero difficile l’impresa di mandare tutti via persino a costo di mettere gli eventuali esuberi fuori rosa. Scenario raro che lo scorso campionato si è visto in serie B a Frosinone dove per quasi cinque mesi un gruppetto 6 calciatori, tra i quali Iemmello ed Ardemagni, si è allenato in disparte con un altro allenatore e su un’altra struttura. Ipotesi da scongiurare assolutamente nell’interesse delle parti.

Ecco perché già in questi giorni sono stati diversi gli agenti contattati da Enzo De Vito così come quelli che hanno preso l’iniziativa di chiedere un appuntamento. Tra i primi a sollecitare un incontro chiarificatore è stato Camillo Cannizzaro che cura gli interessi di Luigi Silvestri. Il 29enne difensore di Palermo, tra gli ultimi quest’anno a rinnovare fino al 2024, è sempre stato schietto e senza peli sulla lingua sia nel rapporto con i tifosi che con i dirigenti. Dovesse, come sembra, percepire di essere “indesiderato” farà di tutto per non restare in Paradiso a dispetto dei santi. Con alcune società che già a dicembre gli facevano la corte, in primis il Crotone, per Silvestri non dovrebbe essere un problema trovare una sistemazione anche percorrendo la strada della rescissione che, quasi sempre, prevede il classico incentivo all’esodo. Ipotesi da non escludere affatto anche se due anni fa, per acquistarlo dal Potenza, Di Somma fu costretto a versare un obolo nelle casse del presidente Caita.

Per altri due calciatori vincolati con biennali come Claudiu Micovschi e Vincenzo Plescia, invece, la strada della rescissione appare impossibile ed antieconomica anche perché sul romeno sono stati investiti quasi 100mila euro (commissioni arretrate del Genoa saldate dall’Avellino) mentre per l’attaccante si è speso quasi il doppio per rilevare il cartellino dal Renate. Valutazioni che, malgrado la rabbia del momento della famiglia D’Agostino, andranno inevitabilmente fatte pure insieme a quello che sarà il nuovo allenatore. Per l’esterno ad esempio (ma il discorso potrebbe valere anche per Di Gaudio e Kanoute) l’eventuale arrivo di uno zemaniano o di un trainer come Caneo, che pratica il 3-4-3, potrebbe addirittura aprire la porta della riconferma. Indipendentemente da chi sarà il successore di Carmine Gautieri, invece, per l’ex Vibonese si cercherà una collocazione in qualche squadra dei gironi A e B in cui potrà rilanciarsi in prestito dal momento che, difficilmente, busserà alla porta di D’Agostino qualcuno interessato a rilevarne il cartellino anche in saldi. In pratica con l’attaccante palermitano si ripercorrerà la strada inversa fatta con Gabriele Bernardotto.

 

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Redazione Ilovepalermocalcio