LUCCA – Il calcio italiano torna a fare i conti con il tema delle scommesse illegali. Dopo i casi più noti che hanno coinvolto giocatori di primo piano, la FIGC ha ufficializzato nuovi provvedimenti disciplinari nei confronti di tre calciatori militanti tra Serie C e Serie D.
Si tratta di Alessandro Selvini, Edoardo Antoni e Gabriele Giacchino, sanzionati per aver effettuato puntate su incontri calcistici nazionali e internazionali in violazione delle norme federali. I fatti risalgono a periodi in cui i tre vestivano maglie diverse rispetto a quelle attuali.
Tra i nomi coinvolti spicca quello del toscano Edoardo Antoni, classe 1997, lucchese di nascita ed ex Lucchese, che nella stagione in corso ha vestito le maglie di Livorno e Monopoli. All’epoca dei fatti militava nel Tau Calcio.
Le sanzioni decise dalla Federazione sono differenziate in base alla gravità delle violazioni. Per Antoni è stata stabilita una squalifica di 8 mesi, di cui 4 convertiti in prescrizioni alternative, oltre a un’ammenda di 5.000 euro e l’obbligo di partecipare a un percorso terapeutico e a incontri pubblici.
Più pesante la posizione di Alessandro Selvini, squalificato per 10 mesi (5 dei quali sostituiti da obblighi alternativi), con una multa da 7.500 euro. Anche per lui previsti terapia contro la ludopatia e incontri di sensibilizzazione. Al momento dei fatti, il calciatore era tesserato con l’Under 19 del Frosinone e successivamente con la Lucchese.
La sanzione più severa riguarda Gabriele Giacchino, fermato per un anno e sei mesi e multato di 12.500 euro. La sua posizione è stata ritenuta più grave per aver scommesso anche su partite riconducibili alle proprie squadre. In particolare, è contestata una giocata sulla gara Lucchese-Ascoli del 24 gennaio 2025, valida per il campionato di Serie C girone B, effettuata tramite un conto personale a lui intestato.
Per Antoni e Selvini sono stati inoltre disposti obblighi aggiuntivi: entrambi dovranno seguire un percorso terapeutico con controlli mensili e partecipare a iniziative educative in scuole e associazioni. Le ammende dovranno essere saldate entro 30 giorni, pena la riapertura del procedimento disciplinare con possibili sanzioni più severe.
Un nuovo episodio che riaccende i riflettori su una problematica ancora attuale nel calcio italiano.