A un mese dal suo approdo a Genova, per Matteo Brunori è già tempo di voltarsi indietro. Il passato ha un nome preciso: Palermo. Centosettantacinque presenze e settantasei gol, la parentesi più importante della sua carriera, iniziata nel 2021 in Serie C e chiusa cinque anni dopo, con i rosanero lanciati verso la risalita in Serie A. Un percorso nel quale l’attaccante ha avuto un ruolo centrale, come ricorda Il Secolo, sottolineando il peso specifico di Brunori nella storia recente del club siciliano.
Ma ogni storia, prima o poi, arriva al capolinea. Dopo sei mesi in cui Filippo Inzaghi non lo ha più considerato centrale nel progetto tecnico, Brunori ha deciso di chiudere quel capitolo e di aprirne uno nuovo in corsa, scegliendo la Sampdoria. Un inizio in blucerchiato tutt’altro che esaltante: tre gare da titolare e una da subentrato senza gol né assist, come evidenzia Il Secolo ripercorrendo le prime settimane genovesi dell’attaccante.
Poi, l’improvvisa svolta a Modena. Una partita che sembrava scivolare via anonima fino al lampo: lancio di Viti, rientro sul destro e conclusione imparabile che ha fulminato Chichizola. Un gol di rara bellezza, segnato al 14’ della ripresa, capace di riaccendere l’entusiasmo e di cambiare la percezione del suo impatto sulla squadra. Subito dopo, però, la sostituzione con Soleri, scelta che ha lasciato spazio a interrogativi, come sottolinea ancora Il Secolo.
Gregucci, nel post-partita, è stato volutamente criptico nello spiegare il cambio, lasciando aperte più interpretazioni. Precauzione fisica? Gestione del minutaggio nel pieno del tour de force? O una staffetta programmata per consentire a Brunori di essere al massimo proprio nelle sfide chiave, a partire da quella contro il Palermo e dal successivo impegno con il Padova? Domande che restano sul tavolo, mentre cresce la sensazione che la gara contro i rosanero fosse cerchiata in rosso sull’agenda del numero 99, come riporta Il Secolo.
Il carico emotivo della sfida è evidente. Brunori vuole dimostrare, soprattutto a Inzaghi, che privarsi di lui è stata una scelta sbagliata. Magari con un’altra giocata decisiva, simile a quella che ha fatto esplodere il settore ospiti del “Braglia”, gremito di tifosi doriani tornati finalmente a esultare.
Sul futuro, infine, restano spiragli aperti. Il prestito secco con bonus in caso di salvezza contiene la promessa implicita di un nuovo confronto a giugno. Lo stesso direttore sportivo Mancini ha lasciato intendere che nulla è definitivamente chiuso. Perché, se per Brunori “non importa dove”, come recita il tatuaggio sul suo polso, quando sul cammino compare la Sampdoria il “dove” comincia a contare davvero.