Il Bari è vivo e lo ha dimostrato sul campo. Lo scrive Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, raccontando una vittoria che interrompe quasi tre mesi di sofferenze e ridà senso a una stagione che sembrava avvitata su sé stessa. Il successo di Cesena non è soltanto un risultato, ma una prova di forza che consente ai Galletti di ricandidarsi almeno per la salvezza, allontanando per un momento le sabbie mobili di una crisi profonda.
Come sottolinea ancora Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, non esiste medicina migliore del campo per uscire da un tunnel che, da Caserta a Vivarini, si era progressivamente aggravato. Una deriva che ha portato la società a un nuovo cambio in panchina e alla separazione dal direttore sportivo Magalini, passaggi inevitabili nel momento in cui Luigi De Laurentiis ha deciso di richiamare Moreno Longo alla guida della squadra.
Dal Cesena al Cesena, evidenzia Tullio Calzone del Corriere dello Sport, si spezza così una serie negativa che durava dall’1-0 ottenuto proprio contro i romagnoli il 2 novembre scorso. Al “Manuzzi” il Bari ha ritrovato improvvisamente un’anima, ma anche compattezza tattica e spirito battagliero. Elementi che rendono questo successo forse il più significativo dell’intera stagione.
Il valore simbolico della vittoria è amplificato dall’avversario: l’ex Mignani, ultimo allenatore capace di portare i Galletti a un passo dalla Serie A. Un traguardo che avrebbe probabilmente chiuso la lunga contestazione alla gestione di Luigi De Laurentiis, spesso dimenticando che il club era stato ereditato da un fallimento e da vicende giudiziarie complesse, senza reali alternative sul tavolo, se non ipotesi tardive e mai concretizzate.
Secondo l’analisi di Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, è ora il momento di sostenere i segnali di vita di questo Bari, che ha bisogno della propria gente. In attesa, magari, di un fondo di investimento o di una nuova proprietà capace di andare oltre le controversie di una stagione tormentata. Altrove è già successo: gestioni difficili hanno trovato slancio con l’arrivo di proprietà solide, come a Palermo, prossimo avversario venerdì al San Nicola, dove il City Group ha riacceso ambizioni simili dopo un percorso parallelo.
In entrambi i casi, la variabile decisiva resta la tifoseria. Vincere senza la propria gente, al netto delle polemiche alimentate sui social, è quasi impossibile. Ieri a Modena erano circa tremila i sostenitori rosanero al fianco di Inzaghi: critici in passato, ma sempre pronti a tornare alla passione vera. Lasciando, finalmente, da parte il ruolo delle prefiche.