Federico Balzaretti torna a Palermo e ritrova emozioni mai sopite. Ospite di “Torretta Cafè”, il vice-direttore sportivo dell’Olympique Marsiglia ha ripercorso il suo legame con la città e con il club rosanero, rimasto intatto nel tempo. Un rapporto profondo, nato sul campo e diventato negli anni qualcosa di molto più grande, tra affetto dei tifosi, ricordi di carriera e senso di appartenenza.
La visita al centro sportivo di Torretta è stata anche l’occasione per scoprire da vicino la nuova casa del Palermo: «Molto bello. Ambiente familiare, ideale anche l’isolamento che c’è, il clima che c’è per poter lavorare, la struttura di primissimo livello. Per cui bravi veramente per il lavoro che hanno fatto».
Poi il tuffo nei ricordi più intensi della sua esperienza rosanero, vissuta come un colpo di fulmine fin dal primo giorno: «Bellissimo, è stato un amore a prima vista davvero, perché ricordo già la prima partita che feci contro il Livorno, feci una partita buona e già si creò questo legame. Credo che il pubblico palermitano ha visto in tutti i cinque anni in me questa energia, questo non mollare, il fatto di mettere sempre tutto in campo ogni partita. Credo che mi sia riconosciuto questo, oltre alle qualità, oltre ai risultati che sono stati molto belli in quelle stagioni. Però credo che questa componente di energia viscerale abbia contato tanto nell’amore che c’è stato intorno a me».
L’impatto con Palermo fu immediato, dentro e fuori dal campo. Balzaretti racconta un’ambientazione rapidissima, favorita dall’accoglienza e dalla bellezza del posto: «È stato velocissimo, anche perché quando ti trasferisci a gennaio è chiaro che l’impatto deve essere immediato, per cui ho trovato subito questo clima favorevole. Devo dire che sono stato subito ammaliato dalla bellezza della città, dal clima ovviamente, poi ho trovato subito casa a Mondello. Ho sempre abitato lì nei cinque anni di Palermo e l’ambientamento è stato velocissimo».
Tra gli episodi rimasti nel cuore, anche un gesto semplice ma significativo: «Racconto sempre che è stata l’unica casa dove mi sono trovato la spesa fatta quando sono entrato in casa. Questo per dire che il mio proprietario di casa, che era Lucio Geraci all’epoca, entrai in casa già con la spesa fatta, quindi come una sorta di benvenuto».
Il Palermo, per Balzaretti, ha rappresentato anche una consacrazione tecnica. In rosanero arrivò infatti pure la chiamata in Nazionale: «Sì, sì, è stata il coronamento. E anche qui mi piace che è arrivata tardi, cioè io comunque sono andato a 29 anni, se non vado errato, in nazionale, con sacrificio anche lì».
Sul piano personale, il suo legame con il club resta fortissimo, al punto da emozionarsi ancora per il riconoscimento ricevuto dai tifosi nella Hall of Fame del Palermo: «Tantissimo piacere, perché sono partito da tantissimi campioni da qua. No no, bellissimo. Sono super grato veramente alla città, al tifo». E poi un ricordo che racconta il rapporto speciale con il Barbera: «I compagni mi dicevano che io avevo la tribuna Balzaretti. Gli assistenti, i miei compagni dicevano: questa è la tribuna Balzaretti, perché quando andavo di là tutti in piedi. Quindi no, molto bello, legame bellissimo».
Parole che certificano un rapporto mai spezzato. Palermo, per Balzaretti, non è stata solo una tappa di carriera, ma una parte di vita. E lui stesso lo dice con chiarezza, senza lasciare spazio a dubbi: «È un legame, ripeto, indissolubile».