SERIE D

Repubblica: “Favola Athletic Palermo, primo in serie D «Che gioia il velodromo pieno»”

È la favola più bella della Serie D. L’Athletic Club Palermo continua a stupire e, da neopromossa, comanda il girone I del campionato con 38 punti, appaiata a Igea Virtus e Savoia. Undici vittorie, cinque pareggi e quattro sconfitte, ma soprattutto il miglior attacco del torneo con 38 gol all’attivo. Numeri che certificano la forza di una squadra costruita con criterio e identità, come racconta Fabrizio Bertè su la Repubblica Palermo.

Tra gli artefici principali di questo sorprendente percorso c’è Giampiero Clemente, ex bomber e oggi direttore sportivo del club nerorosa. Clemente però allarga subito il merito all’intera struttura societaria: «Ma i meriti vanno distribuiti – spiega – Dal presidente ai magazzinieri. Passando per i calciatori, il mister, lo staff, i soci, i dirigenti e tutti i nostri collaboratori». Un progetto che cresce giorno dopo giorno, come sottolineato da Fabrizio Bertè sulle colonne de la Repubblica Palermo.

Uno dei momenti simbolo della stagione è stato il ritorno a giocare davanti al pubblico, in un impianto iconico come il velodromo Paolo Borsellino. Dopo anni a porte chiuse, l’Athletic Club Palermo ha ritrovato il calore della propria gente: «Giocare finalmente davanti al pubblico e in un impianto bellissimo come il velodromo Paolo Borsellino, dopo anni a porte chiuse, è stata un’emozione fantastica. Vedere i 2.000 spettatori dell’ultima partita è stato qualcosa di speciale». Un entusiasmo crescente, alimentato dalla fiducia nel progetto, come evidenzia ancora Fabrizio Bertè su la Repubblica Palermo.

Clemente non dimentica di citare chi ha creduto per primo nella scalata del club: il presidente Gaetano Conte. «Fu lui a dirmi per primo che saremmo arrivati in Serie D. È stato il primo a crederci. L’ho preso per visionario, ma in realtà è stato il più lungimirante di tutti». Un passaggio che racconta la visione alla base della crescita dell’Athletic Club Palermo, ricostruita da Fabrizio Bertè su la Repubblica Palermo.

Palermitano doc, nato a Firenze solo per circostanze lavorative dei genitori, Clemente rivendica con orgoglio le sue radici allo Sperone e il tifo per il Palermo. Oltre cento gol tra Serie C1 e C2, una carriera chiusa a Taranto e poi il ritorno al calcio dilettantistico con il Resuttana San Lorenzo, da cui è nato il progetto Athletic Club Palermo. Dopo aver smesso di giocare a 44 anni, Clemente ha intrapreso il percorso da direttore sportivo, affiancato oggi da una figura storica come Giorgio Perinetti: «Sta facendo crescere me e tutta la società, soprattutto come mentalità. Per me è un onore lavorare con lui».

La costruzione della squadra segue una filosofia chiara, lontana dalle scorciatoie: «Le squadre non si fanno con le figurine». Accanto a profili esperti come Crivello, Mazzotta, Grillo e Bonfiglio, sono stati inseriti giocatori meno noti ma di grande valore tecnico e umano. Nomi come Zalazar, Micoli, Maurino e Bongiovanni sono oggi sotto i riflettori, come racconta Fabrizio Bertè su la Repubblica Palermo.

Domenica, intanto, arriva lo scontro diretto con l’Igea Virtus, un inatteso confronto al vertice. Ma in casa Athletic Club Palermo non si parla di vertigini: «Ci godiamo l’alta classifica con la consapevolezza che nulla avviene per caso. Possiamo scendere in campo senza pressione. Sono altre le squadre attrezzate per vincere il campionato. Il nostro obiettivo è continuare a crescere, dentro e fuori dal campo, e toglierci tante soddisfazioni». La favola nerorosa continua, come conclude Fabrizio Bertè su la Repubblica Palermo.

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Redazione Ilovepalermocalcio