Momenti di forte tensione all’aeroporto internazionale “Horacio Guzman” di Jujuy, in Argentina, dove un volo diretto a Buenos Aires è stato improvvisamente bloccato poco prima del decollo. A scatenare l’allarme è stato un calciatore, protagonista di un gesto che ha fatto scattare immediatamente le procedure di sicurezza.
Secondo quanto ricostruito, Emiliano Endrizzi, 32 anni, terzino del Gimnasia y Esgrima de Jujuy, ha urlato “bomba” mentre si trovava a bordo del velivolo insieme ai compagni di squadra. Il club era in viaggio verso la capitale argentina per affrontare l’Agropecuario nel campionato di Primera Nacional.
L’allarme ha attivato in pochi istanti il protocollo previsto: l’aereo è stato evacuato, mentre sul posto sono intervenuti polizia aeroportuale, vigili del fuoco e artificieri per mettere in sicurezza l’area. Il velivolo è stato controllato sia in cabina che nella stiva, ma le verifiche hanno dato esito negativo, escludendo qualsiasi reale pericolo.
Endrizzi è stato immediatamente fermato e fatto scendere dall’aereo in manette, tra la rabbia e gli insulti dei passeggeri presenti. Il calciatore dovrà ora rispondere dell’accusa di procurato allarme. Restano da chiarire le motivazioni del gesto, anche se tra le ipotesi più accreditate emerge quella di uno scherzo, rivelatosi però tutt’altro che innocuo.
Le conseguenze sono state pesanti soprattutto per i passeggeri, costretti a lasciare il velivolo e a subire ritardi e disagi. Dopo l’evacuazione, infatti, si sono registrate proteste e momenti di forte tensione: «È una vergogna», hanno gridato alcuni viaggiatori, esasperati per quanto accaduto.
Il volo è stato successivamente riprogrammato, ma l’episodio ha lasciato strascichi pesanti, sia sul piano giudiziario per il giocatore sia su quello organizzativo per la compagnia e l’aeroporto.