Il tema arbitrale continua a scuotere il calcio italiano. Come riporta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, la FIGC è al lavoro per una riforma strutturale del sistema arbitrale, con l’obiettivo di ridurre il margine d’errore e avvicinarsi al modello inglese. Elisabetta Esposito, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, racconta un clima tutt’altro che sereno, con tensioni crescenti attorno alla classe arbitrale. Ancora Elisabetta Esposito per la Gazzetta dello Sport sottolinea come il presidente Gravina abbia ammesso apertamente le difficoltà del momento. E sempre Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport evidenzia la necessità urgente di riportare equilibrio e fiducia nel sistema.
A margine del Premio Bearzot, Gravina ha fatto chiarezza sulla situazione:
«Se pensiamo che in ogni partita l’errore arbitrale possa esser azzerato al 100%, ve lo dico oggi, non ci arriveremo mai. Ma stiamo lavorando assieme all’Aia per arrivare al miglior risultato possibile. Se poi ci sono due episodi su venti partite è fisiologico».
Il numero uno della FIGC ha poi puntato il dito sul clima generale:
«Si respira un’aria diventata insopportabile proprio in una fase delicata del nostro campionato, dobbiamo ritrovare serenità, dando ognuno un piccolo contributo».
Al centro del dibattito c’è la riforma che prevede la creazione di una struttura indipendente per gestire un gruppo selezionato di arbitri professionisti. Un progetto che, come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, non convince pienamente l’AIA.
Il vicepresidente Massini ha difeso la categoria:
«La classe arbitrale italiana è la migliore, lo dico con la forza e la determinazione di tutta l’Associazione, perché so l’amore, la passione, la dedizione e l’impegno che mettono i ragazzi».
Un altro nodo riguarda la crescente esposizione mediatica degli arbitri, in particolare attraverso il format Open Var. Un tema delicato che la FIGC intende affrontare:
«Apriremo una riflessione con l’Aia sui pro e i contro in vista della prossima stagione. La disponibilità a una massima trasparenza è stata evidentemente strumentalizzata».
Gravina si è soffermato anche sul tema delle violenze contro gli arbitri, assumendo una posizione netta:
«Sulla violenza siamo intransigenti, abbiamo adeguato le norme. Nel caso della ragazza abbiamo applicato il massimo della pena prevista, una sorta di “ergastolo”».
Parole durissime anche sul piano umano:
«Come si può pensare che una persona di una certa età fratturi la mascella di una 17enne? È vergognoso».
Il messaggio è chiaro: la FIGC vuole intervenire su più fronti, dalla riforma strutturale alla tutela degli arbitri, per riportare credibilità e serenità in un sistema sotto pressione.