Amarezza Di Donato: «Ora il mio Palermo è una barzelletta»

“Anche da Formentera, dove ha trascorso qualche giorno di vacanza con la famiglia, Daniele Di Donato non ha smesso di seguire le vicende del Palermo,la telenovela closing e le prime mosse di mercato. Da tifoso, più che da ex. A«Dido»infatti il rosanero è entrato nel sangue. Il suo contratto col Modena–dove quest’anno ha guidato la Beretti,portandola fino allefinali nazionali Lega Pro – è in scadenza, e ora è in attesa di una chiamata. Inutile dire che se dovesse ricevere una telefonata da Palermo… IL FUTURO Intanto, però, è concentrato su quello che sarà il Palermo. Le ansie e le perplessità dei tifosi sono pure le sue:«Anch’io mi sento sfiancato da questa trattativa –ammette Di Donato – e preoccupato per il futuro. Ad oggi la sensazione è che non sia cambiato granché. Le decisioni finora le ha prese Zamparini. Spero vivamente che entro il 30 giugno il passaggio di proprietà diventi concreto. Ormai Zamparini ha l’ambiente contro, sembra quasi trascinarsi. Da società modello qual era prima, negli ultimi anni il Palermo è diventato una barzelletta e questo fa male. Zamparini ha fatto grandi cose, questo nessuno può negarlo, ma credo non abbia più lavoglia e neppure la forza per far ripartire il club. Servirebbe una sterzata decisa e credo che Baccaglini possa essere l’uomo giusto: mi ispira fiducia. Ha l’entusiasmo che serve per rinvigorire una piazza calda e appassionata come Palermo». AMBIZIONI Riportare in A il  Palermo non sarà facile. Di Donato ha vissuto da capitano la storica cavalcata del 2004 con Guidolin in panchina e da tifoso quella del 2014 targata Iachini. Da allora forse il livello tecnico si è un po’ abbassato, ma la competitività è sempre elevatissima: «Servirà pazienza –avverte l’ex centrocampista– la B è lunga e difficile. Gli exploit recenti di Carpi, Frosinone, Benevento e Spal lasciano intendere le difficoltà a cui vanno incontro anche le retrocesse. Bisogna costruire l’alchimia giusta. Il gruppo sarà fondamentale e con esso il sostegno del pubblico, che a Palermo può davvero essere un valor eaggiunto. Da chi ripartire? Io dico da Diamant e Rispoli. Il primo è innamoratissimo della città e in B, se sta bene, può fare la differenza. Rispoli sarebbe l’anima della squadra per abnegazione e generosità. Ci sono altri elementi di valore in rosa, penso a Goldaniga o Nestorovski, ma bisogna che siano ben motivati». Motivati lo saranno Tedino e Lupo, l’allenatore e il d.s.«Per Tedino parlano i fatti. Il suo Pordenone ha giocato un gran calcio, si merita la chance. In B non sempre il nome altisonante si rivela la mossa vincente»”. Questo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”.

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Redazione Ilovepalermocalcio