Corriere dello Sport: “Palermo, Bruno Henrique l’insostituibile. Non solo Nestorovski: il brasiliano sta crescendo ormai è padrone del centrocampo e dell’italiano”

Bruno Henrique: l’assist dell’illusione contro il Bologna, la straordinaria partita con il Milan e il quasi gol quando ancora si era sul pareggio e il Palermo spingeva per portarsi in vantaggio; l’eco delle sue dichiarazioni («Credo nella salvezza…») e quelle del fratello Douglas, da anni in Italia e protagonista con il Real Rieti nel calcio a cinque, punto di riferimento, angelo custode, di Bruno fin dalla nascita. «Giornata dopo giornata acquisterà più fiducia e arriverà al top. Anche lui ne è convinto». Detto, fatto. Più che segnali positivi, sintomi di una crescita che appare inarrestabile.

ALLA RISCOSSA. Da due giornate, il migliore in campo. Il tutto dopo la paura del terremoto che ha scombussolato la vita della famiglia Corsini e aumentato l’ansia e le preoccupazioni del regista tutto fare, fuori squadra e part time contro l’Udinese e a Cagliari, nei giorni del disastro. «Non ha ancora il passo giusto – spiegava De Zerbi – quando starà bene giocherà». Poi la reazione, vibrante, convinta del brasiliano. Con quella logica che è stata sempre al centro della religiosa tribù Corsini che alle scosse e ai timori ha risposto nella maniera più naturale: «La nostra vita è qui. Mamma voleva che tornassimo in Brasile. Ogni posto ha i suoi problemi. Quello che è successo è spaventoso, ma è la volontà di Dio. Si continua, dunque. E palla in avanti». Dal capitano del Timao, dopo il titolo conquistato e la voglia di sfondare in Europa, una volta tranquillo sulle condizioni dei familiari, ci si aspettava una reazione che è puntualmente arrivata. Ora non ci sono dubbi. Se Bruno non è ancora al massimo, ci siamo vicini. E i timori di De Zerbi sono scomparsi. A centrocampo, una maglia è sua, sia in un modulo a due che a tre. Giocatore ormai insostituibile che nel suo paese era in testa alla classifica per palloni conquistati e per rendimento. Si parte dunque da Bruno Henrique per sistemare un reparto che ancora non ha trovato il suo assetto definitivo. Collocazione fondamentale soprattutto se c’è da pressare, impedire all’avversario di ripartire e costruire azioni da gol, uno dei grandi handicap del Palermo che segna poco e solo con Nestorovski. De Zerbi intanto ha trovato un nuovo alleato nella sfida dell’ultima spiaggia. La squadra non è solo Nestorovski. Alcuni leader sono giovani, come Posavec, e condannati ad alternare giornate memorabili ad incertezze anche fatali. Esperienza e virtù dell’attaccante e del brasiliano diventano basilari anche se i due provengono da mondi calcistici diversi e lontani sotto il profilo tattico e della… lingua, handicap che lo stesso Zamparini ha ammesso, pur avendo creato per convinzione e necessità un Palermo multinazionale.

SODDISFAZIONE. Quella di Di Marzio. La sua relazione tecnica è stata decisiva per convincere il presidente. Per lui siamo ancora all’inizio di una grande avventura: «Un giocatore di personalità, raffinato e concreto, che ho scelto e suggerito a Zamparini per le sue caratteristiche europee. Ma non è ancora il Bruno Henrique che conosco, siamo solo sulla buona strada. Sono felice che anche Montella abbia voluto saperne di più. A Palermo, si è complimentato a fine partita con lui e dalla panchina al “bordocampista” di Sky, Peppe Di Stefano, ha chiesto continue informazioni sul suo conto. “Chi è? Da dove viene? Veramente un bel giocatore, uno di quelli che vorrei al Milan”. Parole che fanno piacere. Bruno però serve al Palermo. Non appena sarà padrone della lingua, lo sarà anche del centrocampo. E il Palermo troverà un elemento in grado dare alla squadra i giusti equilibri. Di Bruno, mi colpiva la sua autorevolezza nel guidare i compagni, senza fumi, dribbling e tunnel inutili, solo praticità, ciò che serve nel nostro campionato. D’altra parte non si diventa per caso capitano del Corinthians che ha la “torcida” più calda di tutto il Brasile e se perdi una partita…»“. Questo quanto si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”.